Maria Vittoria Severi Ispirazioni “street” per l’autunno inverno
Tessuti etnici per cappottini-tappeto, tanti gilet e maxi abiti «Tante idee - dice la stilista - maturate grazie ai miei viaggi»
MODENA. «Sono molto affascinata dall’estetica degli anni '70. Trovo che linee di quell'epoca siano il più potente degli elisir di giovinezza» - brillano gli occhi a Maria Vittoria Severi mentre presenta le sue creazioni per il prossimo autunno-inverno nel suo atelier rinnovato in via Emilia Ovest 330.
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Rispetto alle precedenti collezioni, questa dà più spazio alle stampe e ai colori vivi (punti di rosso cerise e fantasie caleidoscopiche accendono bluse, abiti e pantaloni) mantenendo la versatilità di lunghezze e applicazioni che possono essere personalizzate a seconda delle esigenze e del gusto della cliente. «Ho viaggiato molto quest'anno e ho raccolto tante immagini osservando la gente per la strada, quando è più vera e spontanea rispetto alle occasioni formali - racconta la stilista - è ho voluto dare un tocco più street alla collezione. Ovviamente la parte cerimonia e la parte su misura restano, ma ho voluto dare un tocco di follia alla sartorialità».
Il punto forte dello stile della Severi è sempre stata la maestria con la quale riesce a proporre ogni stagione una serie di maniche super elaborate, sempre nuove. «Sono vere e proprie opere di ingegneria. Ormai in tanti anni di attività credevo di aver fatto tutto - spiega Maria Vittoria - invece c'è sempre una combinazione nuova, un taglio nuovo, una sovrapposizione, una contrapposizione di tessuti che dà vita a capi unici». Tanti pantaloni sia in tessuto classico, che tecnico, in velluto e ciniglia (tessuti must have della prossima stagione fredda) dalle linee morbide o leggermente scampanate, con ruches che vanno a rendere sbarazzino anche il più serioso dei tagli a sigaretta. Oppure il lurex in previsione delle feste. «Come sempre il punto di partenza di ogni mia creazione è la ricerca dei tessuti - continua la Severi - per questa ho confermato tutti i cady di seta, ho usato un po' meno pizzo valencienne (che però si ritaglia un ruolo molto importante nella manica tripla di una camicia capolavoro, ndr), ho scelto il più morbido dei baby cashmere, il neoprene usato a taglio vivo e poi una serie di tessuti etnici che hanno dato vita a “cappottini-tappeto” come li chiamo io, uno diverso dall'altro». Non mancano i gilè, vera e propria passione della stilista, reali (in broccato, in seta, in bouclè con paillettes gommose) o ad effetto trompe l'oeil ottenuto con accostamenti di stampe differenti. Super modaioli i maxi abiti in velluto e ciniglia nei colori polvere che tanto piaceranno alle ragazze che sfogliano le riviste di moda. Tra i colori più presenti nelle varie varianti di abito, c'è il verde militare ingentilito dai tagli e dalle applicazioni, con vezzosi fiocchetti o maliziosi spacchi che lo allontanano dal concetto di divisa per avvicinarlo a quello della couture d'ispirazione bucolica.
«Non amo molto le stampe - conclude Maria Vittoria - ma quest'anno mi sono innamorata di questi disegni floreali che ho utilizzato per i pantaloni leggermente svasati da indossare con un morbido golfino, con una camicia rigorosa o con una t-shirt così come vuole Alessandro Michele di Gucci, che ci ha contagiati un po' tutti».
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