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Modena, mense scolastiche e panini da casa: «Nessuna richiesta»

di Gabriele Farina
Modena, mense scolastiche e panini da casa: «Nessuna richiesta»

Ma l’assessore Cavazza precisa: «Menù per tutte le abitudini Se arrivassero richieste le prenderemmo in considerazione»

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MODENA.  Niente casi “panini liberi” a Modena. Non è un’ordinanza particolarmente restrittiva del Comune contro i bar; al contrario, è la fotografia scattata dall’assessorato all’Istruzione sulle mense scolastiche. Il punto di partenza è una sentenza della Corte di Appello di Torino. In pratica, il tribunale ha deciso di ascoltare le voci di genitori che intendono rinunciare al servizio del pasto dopo le lezioni. Chi vuole, può preparare per il figlio una pietanza da casa. «Nelle strutture 0-6 anni - ha spiegato Gianpietro Cavazza, assessore all’Istruzione e vicesindaco - non ci risultano richieste. Se dovessero arrivare, le prenderemo in considerazione». Una posizione ben diversa da quelle sostenute in altri luoghi (come Bologna) in cui alcuni dirigenti scolastici si preparano a un’opposizione a oltranza. Nel capoluogo regionale se ne discuterà già oggi in sede d’Assemblea Legislativa. Sarà Andrea Bertani, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, a sollevare la questione con un’interrogazione alla Giunta guidata da Stefano Bonaccini. «L’introduzione a scuola del pasto preparato a casa per molti rappresenta una conquista - ha sostenuto Bertani - ma per altri può trasformarsi in una sconfitta dal punto di vista educativo e sociale. In ogni caso, si sta rivelando essere molto difficoltoso da attuare sia per i genitori che per le istituzioni». Il consigliere pentastellato ha sollevato il dubbio sul ruolo di alcuni Comuni «che risultano essere soci di società a cui sono affidate le attività assai remunerative di ristorazione nelle scuole». In attesa di una risposta da Bologna, Modena ha fatto sapere di aver già attuato modifiche ove necessario. «Già oggi abbiamo adottato soluzioni per i pasti nelle mense scolastiche - ha ripreso l’assessore Cavazza - per esempio assecondando scelte legate alla salute e a particolari aspetti culturali. Sono state concordati pasti senza carne per vegetariani o per chi non la può consumare per motivi religiosi. Se ci saranno esigenze da parte delle famiglie affronteremo il tema». In tre scuole primarie della città, inoltre, è stato lanciato un progetto con Cir e Legambiente. In pratica alle alunne e agli alunni è stato dato uno zainetto per riportare gli avanzi del cibo a casa. Un modo per evitare una parte dei 149 chili di cibo buttato ogni settimana (pari a circa sette euro a famiglia).

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