Sassuolo, promesse elettorali: il sindaco Pistoni a luci e ombre Il bilancio di 26 mesi
Pollice su per Unione più forte e turismo anche senza Expo Stallo sul commercio, dubbi su mobilità e aiuti ai giovani
SASSUOLO. Giro di boa e tempo di bilanci, su cosa si è fatto e su cosa resta da fare, per l’amministrazione di centrosinistra del sindaco Claudio Pistoni. Era infatti la sera dell’8 giugno 2014 quando Pistoni, battendo il sindaco uscente Luca Caselli, con il 58,2% dei voti al ballottaggio, divenne sindaco di Sassuolo. Il suo mandato scadrà nella primavera 2019, tra poco più di due anni e mezzo e andando a leggere il programma, approvato dal consiglio pochi giorni dopo il voto, si trovano tanti progetti e propositi, alcuni già realizzati, altri ancora solo sulla carta.
Tra i primi spicca il modello di governance distrettuale, molto caro a Pistoni che ha nominato anche un assessore ad hoc e che, attraverso il potenziamento dei ruoli dell’Unione, si sta effettivamente compiendo. Tra gli altri obiettivi raggiunti o in via di raggiungimento, l’inserimento lavorativo dei ragazzi disoccupati, con il progetto “Garanzia giovani”, e la riqualificazione turistica di Palazzo Ducale, che ha visto aumentare il numero di visitatori e ha ospitato ieri sera per la seconda volta in due anni l’importante conferenza stampa internazionale di Cersaie. Restando “a palazzo” emerge invece il quasi-flop dell’Expo: i visitatori nel 2015 sono aumentati (anche se non si è arrivati a 50mila), grazie alle aperture quotidiane, ma pochissimi di questi sono arrivati in città grazie all’esposizione milanese e al progetto “Discover Ferrari and Pavarotti land”.
In tema di lavoro all’assunzione dei giovani con il progetto europeo, fatta anche direttamente dal Comune per garantire le aperture di Palazzo Ducale, si contrappone invece il proposito, non ancora attuato, di uno stanziamento fondi per prestiti d’onore da destinare ai giovani per percorsi di auto-formazione e auto-imprenditorialità.
In ambito associativo la giunta ha mantenuto la promessa di istituire il registro dei volontari civici. Nessuna novità, o quasi, invece, per la valorizzazione del commercio. Il programma prevedeva infatti “nuove forme di interazione tra esercizi commerciali e contesti urbani, rilanciando Sassuolo come centro commerciale naturale, con grandi eventi di qualità in grado di costituire un forte richiamo a livello regionale e nazionale, dando vita a strategie coordinate fra commercio e turismo”.
Quanto alla mobilità la giunta ha di recente avviato studi e progettazioni che si attendevano da tempo e si sono già viste anche le prime, discusse, modifiche, su tutte quella relativa a via Legnago, con l’istituzione di una corsia preferenziale. A seguito degli studi sono arrivate anche le zone con limite a 30 km/h mentre il potenziamento delle ciclabili è ancora solo sulla carta.
Sulla tecnologia, invece, il progetto Lepida, con Wi-fi veloce e gratuito nelle aree pubbliche è realtà già da oltre un anno. In ambito urbanistico, però, le idee si sono scontrate con al realtà e i tempi della burocrazia. L’iter per il nuovo Psc è infatti partito da pochissimo e se l’abbattimento della Cerdisa (in territorio fioranese), promesso in tempi brevissimi, è già realtà (non da poco, contando che lo si attendeva da decenni) i tempi per veder demolita la ex ceramica Cisa sono ancora indefiniti. Rispettata la volontà di intervenire sulla stazione per Reggio e sul “Diamante” (ancora in piedi a causa di alcuni ritardi) mentre ancora nulla è stato fatto per l’ex “Gege” e i condomini chiusi di Braida.
Risultato importante per l’illuminazione pubblica, con un contratto di lunga durata che porterà, da ottobre, all’installazione di luci a led. Sul fronte economico resta la profonda crisi di Sgp che è pero riuscita ad accedere definitivamente al concordato (voluto dalla precedente giunta) e che ora dovrà fare di tutto per risanare le proprie casse. A metà tra progetto e realtà, infine, la moschea, che in campagna elettorale fu al centro dello scontro. Il programma di mandato parlava di “autonoma realizzazione di un luogo di culto, che garantisca la sicurezza, non crei problemi alla convivenza fra le persone, nel rispetto del contesto urbanistico e del decoro”. Nei fatti è stata riaperta, per decisione giudiziaria, la moschea di via Cavour ma i fedeli di El Huda pregano tuttora all’aperto.
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