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Modena, via il cemento armato: ecco i nuovi chioschi

di Carlo Gregori
Modena, via il cemento armato: ecco i nuovi chioschi

Circola una bozza di progetto sugli edifici discussi per uscire dall’immobilismo L’ipotesi: un basamento d’acciaio e una struttura più rispettosa dell’ambiente

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MODENA.  Via il cemento armato dagli edifici. Il basamento diventa una piattaforma di acciaio. La struttura viene ancorata al terreno con piccoli plinti. Per i due progetti più grossi è prevista una riduzione dei moduli. Queste sono le caratteristiche principali del nuovo progetto ancora in fase embrionale che in forma riservata la giunta comunale sta facendo circolare da luglio ad oggi per uscire dall’impasse del sequestro e per costruire e finalmente avviare le nuove strutture al Parco della Rimembranza. Chioschi meno pesanti e più rispettosi dell’ambiente, dunque. Strutture mobili ma solo teoricamente: casette in materiali diversi dal cemento - metallo, vetro, legno - che volendo si potrebbero spostare facilmente ma previste in attività per tutto l’anno.

Il progetto voluto dall’ex assessore Daniele Sitta, al centro delle proteste seguite dall’inchiesta della Procura e ora dal processo, dovrebbe quindi essere superato dalla bozza che circola da luglio e che finora è stata fatta vedere in via del tutto riservata alla Soprintendenza. Si tratta di un lavoro in fase di aggiustamento continuo e quindi non ancora certo: probabilmente per questo il Comune non l’ha ancora presentato e soprattutto non è mai stato discusso in giunta.

Se dovesse rispettare i requisiti e i vincoli per rientrare nel Piano Particolareggiato (e anche nel Piano di riqualificazione del centro storico nel quale era stato inserito da subito), si potrebbe uscire dall’attuale vicolo cieco. I tempi per arrivare a una svolta non sono però ancora prevedibili.

Resta il fatto che una soluzione va trovata, anche perché l’assessore Anna Maria Vandelli ha detto anche in Consiglio comunale, rispondendo a due interrogazioni di Luigia Santoro (Ncd) e Marco Bortolotti (M5S), che non è intenzione della giunta restare con le mani in mano e tanto meno aspettare una prescrizione in tribunale. In realtà il Comune aveva già iniziato da molti mesi a sondare il terreno per studiare un progetto alternativo. Lo avevano fatto anche i concessionari dei chioschi che si erano affidati a un geometra. Ma non c’è stata nessuna intesa e ora è aperto un contenzioso civile tra un concessionario e il Comune: il concessionario ha avviato la causa e chiede un milione di euro di risarcimento per i danni, le spese ingenti e le due stagioni estive non godute con i relativi incassi persi. La causa è già iniziata e si presume che andrà avanti.

Intanto gli scheletri di edifici accantierati restano rinchiusi nel recinto nuovo fatto dal Comune che ha recentemente ristretto l’area sotto sequestro giudiziario liberando i perimetri inutili e riducendo quindi al minimo lo spazio inaccessibile al pubblico del Parco della Rimembranza. L’attenzione del Comune è quindi alta, come la sorveglianza (non ci sono più ingressi di abusivi), ma dopo due anni e mezzo è forte l’attesa di un cambiamento.

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