Gazzetta di Modena

Modena

Attozero, rivive l’epopea hippie

di Nicola Calicchio
Attozero, rivive l’epopea hippie

Festa a tema per l’avvio della nuova stagione tra abiti colorati, fiori e musica dell’epoca

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Per una notte l'associazione culturale Attozero si è trasformata nell’isola di Wight, in occasione della festa hippie di apertura della stagione che è stata intitolata “Flower Power”, e che è andata in scena sabato scorso. L’evento, dedicato allo stile, al pensiero e alla filosofia di vita, ispirata alla libertà e al pacifismo, degli hippie, dei ruggenti e meravigliosi anni ’60 e ’70, ha richiamato non solo nostalgici di allora, ma anche tanti giovani che hanno indossato abbigliamento a tema con le immancabili corone di fiori simbolo della cultura del movimento hippie. La scenografia della serata è stata molto  suggestiva con murales, colori, fiori, il tutto curato in ogni dettaglio da Elisa Raimondi. “L'isola di Wight”, canzone lanciata da  Michel Delpech e tradotta in italiano dai Dik Dik, rappresentò il brano simbolo del popolo hippie e dei figli dei fiori, numerosi in tutto il mondo in quel periodo. Quell'atmosfera si è potuta respirare nella struttura di via Nicolò Biondo 208/a, a Modena, grazie anche ad un’oculata scelta musicale proposta da Cecco Signa e Pip Carter. «Un capannone, 148 eventi organizzati, più di 11mila presenze - spiega Roberta Barra, una dei dodici soci dell'associazione -  sono solo alcuni numeri del nostro primo anno di attività. Abbiamo voluto iniziare con un evento che già lo scorso anno ci aveva dato tante soddisfazioni: una festa hippie per fare un tuffo negli indimenticabili anni '70. E lo abbiamo potuto realizzare anche grazie ai musicisti che hanno riproposto brani musicali che in quegli anni erano vere hit internazionali, a volte, sopravvissute agli anni e popolari ancora oggi. Il programma per il nuovo anno è molto ricco con corsi teatrali, rappresentazioni, e feste a tema. Ad  AttoZero insomma non ci si annoia mai». Molti i gruppi di ragazzi arrivati alla festa “in costume” con collane di fiori al collo o in testa e vestiti rigorosamente da figli dei fiori. «La moda e i valori hippie - sottolinea l'evergreen Marco - hanno avuto un notevole impatto sulla cultura, influenzando la musica, la tivù, il cinema, la letteratura e l'arte in generale.  L'eredità hippie non può essere dispersa ed allora ben vengano queste feste, in modo che anche le nuove generazioni possano respirare l'aria di un periodo di grandi speranze di libertà e gioia e pacifica convivenza».

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