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Consiglio: sì a un nuovo regolamento

Consiglio: sì a un nuovo regolamento

Pavullo. La giunta Biolchini accoglie la richiesta dei grillini per presentare più interpellanze

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PAVULLO. Il regolamento del Consiglio comunale va cambiato per favorire la partecipazione democratica. Ne sono convinti i 5 Stelle, che con Fabio Catani e Davide Venturelli hanno presentato una mozione ad hoc da discutere nella seduta di venerdì sera, prendendo un'altra volta in parola il sindaco Luciano Biolchini che si è detto disposto a fare di tutto per incrementare la partecipazione. È soprattutto un punto dell'attuale regolamento che non va giù ai due firmatari: l'articolo 39 nel passaggio in cui sancisce che “al fine di garantire un regolare funzionamento del Consiglio, nella stessa adunanza non possono essere svolte per ciascun gruppo consigliare complessivamente più di una interrogazione o interpellanza e una mozione o risoluzione”. Discorso che all'opposizione poteva andare bene nella scorsa legislatura, quando i gruppi erano cinque (ex Pdl, Melchiorri, Venturelli, Lega e Bernardoni). Ma adesso si sono ridotti a tre (“La Torre”, 5 Stelle e Minelli), e il fatto di poter presentare solo una cosa a testa è avvertito come limitante. Di qui la proposta di portare il limite a quattro, sempre fra interrogazioni, interpellanze, mozioni e risoluzioni. Forse però quattro cose a testa possono diventare tantine: è quello che ha fatto capire l'assessore Gian Luca Muzzarelli, che però non ha chiuso al principio ma ha valutato assieme al gruppo una soluzione intermedia che dia più elasticità senza il rischio di intasare l'attività del Consiglio. Sarà esaminata stasera in Commissione, e sembra più che probabile l'intesa su un emendamento: «Siamo grati all'assessore Muzzarelli per il confronto costruttivo avviato – sottolineano infatti Catani e Venturelli - lui sa meglio di noi quanto fosse restrittivo il vecchio regolamento. C'è la possibilità che si discuta un emendamento alla mozione, ma l'importante è che sia frutto di un lavoro di squadra e non di una imposizione di parte come avveniva nella passata legislatura». Ma i 5 Stelle chiedono anche altre due cose. La prima riguarda la discussione degli emendamenti stessi, con la proposta di aggiungere al punto 7 dell'articolo 76 un passo in cui si metta in chiaro che qualsiasi emendamento va fatto in accordo con il consigliere che ha presentato il punto e che deve dare il suo assenso scritto prima della seduta consiliare. Niente più “sorprese” in aula, insomma, o documenti dell'opposizione respinti con contestuale approvazione di analoghi presentati dalla maggioranza con modifiche.

La seconda cosa riguarda il termine dell'adunanza, con la richiesta che, nel caso si vada oltre al mezzanotte discutendo di più, tutti i consiglieri rinuncino all'ulteriore gettone di presenza. (d.m.)

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