In giro per il mondo per raccontare il miracolo dell’acqua
Il fotografo Francesco Boni di Corlo è volato in Malawi: così è nato “Ubuntu”, una mostra per raccogliere fondi
FORMIGINE. «L'Africa ha un senso di eternità in tutto, e di memoria. E allo stesso tempo è percorsa da una precarietà di vita incredibile, che è anche il motivo per cui tutti qui vivono alla giornata. Memoria e precarietà sono una strana combinazione. Sembra un mondo che non cambia, nel quale è impossibile inserire altri modelli sociali, anche se quello occidentale sta prendendo sempre più piede».
Il fotografo Francesco Boni di Corlo di Formigine sabato scorso ha inaugurato la mostra “Ubuntu - Io sono perché noi siamo”, un viaggio attraverso pozzi d'acqua di tutto il mondo e gli uomini: questa personale è tratta da un reportage in Malawi dove Boni è stato a marzo 2016 per documentare il progetto di due associazioni, Vagamondi Equo e Solidale di Formigine e SottoSopra tra l'Umbria e il Malawi, gestita da David Pantaleoni, malawiano di doppia cittadinanza, che si occupa di turismo sostenibile, formazione infantile e costruzione di pozzi d'acqua.
Entrambe le associazioni raccolgono fondi al fine di creare pozzi nei villaggi più lontani dalle fonti d'acqua. La mostra è visitabile fino al 1 ottobre a Formigine presso i Magazzini San Pietro (via San Pietro 12).
«Una sensazione del genere me l'aveva data anche l'India, solo che l'India è in costante movimento, dà una certa sensazione di dinamicità, mentre l'Africa sembra immobile - racconta Francesco nel suo diario di viaggio - Non sto parlando di evoluzione ma di cultura: in India c'è il ricircolo delle vite travasate in altre vite, in Africa invece vengono piantati alberi sulle tombe e gli spiriti mettono radici profonde. L'albero è diverso a seconda della tribù a cui si appartiene e se l'albero cresce sano e forte significa che quella era una persona vera, che l'Ubuntu era forte in lui. L'Ubuntu è una cosa bellissima: è l'essenza, l'umanità di una persona. Io sono perché noi siamo. Lo spiega benissimo l'arcivescovo Desmond Tutu, citato anche dalla canzone degli U2, Silver and gold: «Ubuntu è l'essenza dell'essere umano: è parte del regalo che l'Africa farà al mondo. Ha in sé l'idea di ospitalità, di cura per il prossimo e come fine il bene degli altri. Noi crediamo che una persona è tale solo attraverso un’altra persona e che la mia umanità è raggiunta se è legata indissolubilmente con la vostra. Quando non riconosco la vostra dignità di esseri umani, allo stesso tempo nego anche la mia. Un essere umano solo è una contraddizione in termini, pertanto bisogna lavorare per il bene comune perché la vostra umanità appartiene all'umanità stessa».
È proprio questo concetto a dare il titolo alla mostra di Boni che si concluderà il 1 ottobre: «Il viaggio è stato lungo in termini di ore ma è filato tutto liscio. Arrivati, era tutto bellissimo per me, avrei voluto avere mille occhi. Ho lasciato a casa tutti i pensieri. Giunto a destinazione, mi hanno detto di stare attento a chi fotografavo e di chiedere sempre il permesso, perché alcuni hanno paura che lo scatto gli rubi un pezzo d'anima. Tra animali letali e uomini timorosi della propria integrità il gioco non è stato semplice, ho dovuto prenderci con il tempo le misure…».
La mostra è visitabile domani dalle 18 alle 21; venerdì 30 settembre, dalle 18 alle 21; sabato 1 ottobre, dalle 17 alle 21. Le foto sono in vendita, parte del ricavato sarà devoluto all'associazione stessa.
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