La grande festa di Fiorano “Benvenuto don Lumare”
Da venerdì al Santuario la comunità prepara l’ingresso del nuovo parroco Domenica la cerimonia con il vescovo. Don Albicini resta. Il grazie del sindaco
FIORANO. La comunità cattolica di Fiorano si prepara ad accogliere il nuovo parroco Don Antonio Lumare. Venerdì prossimo alle 20.30, presso la Basilica della Beata Vergine del Castello, il vicario generale della diocesi don Giuliano Gazzetti guiderà una preghiera in preparazione dell’ingresso, previsto poi per domenica quando, alle 17.15, sul sagrato della chiesa parrocchiale ci sarà l’accoglienza e il saluto delle autorità civili. Alle 17,30, nella chiesa parrocchiale verrà celebrata la messa di insediamento presieduta da monsignor Erio Castellucci, arcivescovo di Modena e Nonantola. Al termine, una processione salirà al santuario per la preghiera di affidamento alla Beata Vergine del Castello. Seguirà, nel Salone del Pellegrino, il rinfresco di benvenuto. Così don Antonio Lumare si presenta nel numero speciale del bollettino parrocchiale: “Sono nato a Roma il 20 marzo del 1978. Sono di origini calabresi, di Crotone. In questa città ho vissuto i miei primi sette anni di vita. Nel 1985 ci siamo trasferiti con la mia famiglia a Torino e dopo tre anni a Bomporto. Sono entrato in seminario il 15 settembre del 1995. Sono stato ordinato diacono il 13 ottobre del 2003 e sacerdote, il 15 maggio del 2004. La mia prima esperienza da prete l’ho vissuta come vice-parroco di Maranello, poi trasferito nel 2009, come parroco, a Serramazzoni, Selva, Pompeano, Sassomorello e Faeto”. Don Giuseppe Albicini rimarrà a Fiorano: «Continuerò a mettere al servizio della comunità le ultime energie: potrò dedicarmi di più al Santuario: all’accoglienza delle persone e dei pellegrinaggi, alle confessioni, al colloquio spirituale, agli ammalati e potrò essere di aiuto dove c’è bisogno». Il sindaco Francesco Tosi ha espresso il saluto dell’amministrazione comunale e della comunità un ringraziamento a don Giuseppe per il suo ministero: «La guida di una parrocchia è una cosa che lascia il segno nella vita e nella storia di un paese. Il passaggio dei diversi parroci nel tempo ne scandiscono caratteristiche ed eventi. Spesso di alcuni aspetti ci si accorge soltanto dopo che la persona ha cessato il proprio servizio. Per quello che ci riguarda, già ora possiamo dire che il suo, don Giuseppe, è stato davvero un servizio; e per questo abbiamo l’obbligo di ringraziare. Nella mia veste di sindaco voglio ringraziarla a nome dell’amministrazione comunale e quindi di tutti i cittadini, al di là del credo religioso, perché la parrocchia è anche una componente attiva della società civile, impegnata su diversi fronti nell’ambito sociale, educativo e ricreativo. Per questo abbiamo avuto in questi anni diverse occasioni di collaborazione nella sfera pubblica e la ringrazio per il rispetto e lo spirito collaborativo».
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