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M5S, in pochi a Palermo: polemica tra i grillini

M5S, in pochi a Palermo: polemica tra i grillini

Tutto il mondo è paese, anche tra i grillini. Il Movimento finisce per avere a che fare con beghe di partito, anche a Modena. Chiariamo subito: niente di quello che sta succedendo a Roma, ci...

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Tutto il mondo è paese, anche tra i grillini. Il Movimento finisce per avere a che fare con beghe di partito, anche a Modena. Chiariamo subito: niente di quello che sta succedendo a Roma, ci mancherebbe, qui a Modena e in provincia si parla di diversi posizionamenti sulla politica grillina che stanno portando ad una serie di attriti che rischiano di scaldare gli animi. L’ultimo, in ordine di tempo, ha coinciso con il raduno di Palermo dove «Grillo si è ripreso il Movimento Cinquestelle», come qualcuno ha detto. E a sostenere il ritorno di Grillo, hanno fatto notare alcuni simpatizzanti e attivisti del Movimento, c’erano pochi modenesi. C’era sì il banchetto di Modena città con alcuni attivisti, c’erano tanti rappresentanti della provincia, c’era la consigliere regionale Giulia Gibertoni ma nessuno, fanno notare, tra gli esponenti più in vista della città. Mancavano, insomma, i consiglieri comunali. Obbligatorio partecipare? Non c’è scritto da nessuna parte, ma le assenze, come sempre, si notano più delle presenze. Va detto che Palermo non è dietro l’angolo, soprattutto per chi lavora, per chi ha famiglia e per chi non fa politica di professione. Le differenze, insomma, tra Gibertoni e i vari Rabboni, Bussetti, Scardozzi, Fantoni e Bortolotti ci sono: il consigliere regionale è un lavoro, il consigliere comunale non può esserlo. Non tanto per l’impegno ma piuttosto per il gettone che si percepisce. Ma i grillini vanno oltre, e in questo periodo di posizionamenti all’interno del Movimento, come accade in tutta Italia, anche Modena non è immune al ragionamento. Che tra Giulia Gibertoni e più in vista degli attivisti modenesi ci sia una frattura ormai insanabile è cosa nota.

Così come è noto che i consiglieri comunali modenesi in quota M5S siano atipici - anche se questa definizione non piace agli attivisti - perchè meno urlatori di loro tanti colleghi. Anche i grillini modenesi, come le altre forze politiche, arriveranno a tirare le somme. Michele dell’Orco e Vittorio Ferraresi, i due parlamentari eletti in provincia, sono i primi riferimenti di un territorio che fatica ad avere altri capipopolo riconosciuti. La filosofia prevalente è quella del Grillo prima maniera, poi è chiaro che ci sono i distinguo: Luca Fantoni è più il Di Battista modenese, Mario Bussetti è più Di Maio. L’attesa, anche a Modena, più per i leader, è per il nuovo regolamento che certamente farà chiarezza, in un senso e nell’altro.

Si tratterà di capire, dopo anni di attività intensa anche in città con un ruolo in consiglio comunale, quanto questa prima esperienza si tradurrà in termini di voti per il Movimento Cinquestelle. Nessuno dei cinque consiglieri ne ha mai fatto una questione personale, ma per forza di cose arriverà anche il momento delle scelte. E anche il nome farà la differenza. (d.b.)

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