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GLI AMBULANTI

Sequestri al Novi Sad «Molto bene, ma si deve fare di più»

«Un segnale importante soprattutto a tutela di chi lavora onestamente». Questo il commento di Anva-Confesercenti a seguito dell'operazione della Polizia Municipale - controlli anti contraffazione...

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«Un segnale importante soprattutto a tutela di chi lavora onestamente». Questo il commento di Anva-Confesercenti a seguito dell'operazione della Polizia Municipale - controlli anti contraffazione - che ha portato nella giornata di ieri presso in Parco Novi Sad in occasione del tradizionale mercato del lunedì, al sequestro di 238 capi di abbigliamento privi di etichettatura. «Di fronte ad abusivismo e contraffazione la guardia va mantenuta alta. Per questo ci sentiamo di dire che questo genere di intervento va nella direzione giusta» sottolinea l'Associazione - Giusta, perché come tiene a sottolineare l'Associazione, abusivismo, sicurezza e lotta a degrado e contraffazione sono temi molto sentiti dagli ambulanti. Come per altro era emerso nel corso dell'indagine condotta da Anva tra gli operatori, dove per l'86% degli intervistati , sosteneva che l'abusivismo oltre ad essere cresciuto parecchio negli ultimi 5 anni incide sulla propria attività lavorativa. «Ragione per cui è da contrastare con ogni mezzo. Prodotti come quelli sequestrati, senza etichettatura di conformità, generano un tipo di concorrenza sleale volta a danneggiare il tessuto imprenditoriale locale e sottraendo in questo modo all'economia sana ingenti quantità di risorse».

Sulla stessa linea anche il commento della Fiva Confcommercio. «Accogliamo con favore la notizia del sequestro, da parte della Polizia Municipale, di ben 238 capi d’abbigliamento in vendita al Mercato del Lunedì, ma la via per arginare le sacche di irregolarità presenti è ancora lunga».

Così si esprime Alberto Dugoni - presidente provinciale di Fiva, la federazione degli operatori di commercio ambulante aderente a Confcommercio – in merito all'operazione della Municipale, che ha portato al sequestro di merce completamente priva di etichettatura, in violazione delle norme del Codice del consumo e messa in vendita da un operatore di origine pakistana.

«È sotto gli occhi di tutti», commenta Dugoni, «come lo storico Mercato del Lunedì abbia subito, negli ultimi anni, un declino qualitativo che non ha eguali in altri mercati emiliano-romagnoli e che ha avuto come diretta conseguenza anche quella di aprire le porte a commercio di merce di dubbia provenienza e regolarità».

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