Gazzetta di Modena

Modena

Truffano le aziende per 450mila euro

di Carlo Gregori
Truffano le aziende per 450mila euro

Entravano nella posta elettronica e si sostituivano ai fornitori convogliando i crediti su una decina di conti aperti a Modena

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La truffa si conferma il settore criminale più creativo e remunerativo, soprattutto se unito all’hackeraggio. La Squadra Mobile della polizia di stato è riuscita ad arrestare due rumeni che gestivano decine di documenti falsi italiani e esteri, dieci conti correnti aperti con questi documenti a Modena, e conti riempiti di soldi presi da aziende sostituendosi ai fornitori. Un giro di “affari” da almeno 450mila euro per la sola Modena che ha spalancato finestre investigative su un’attività che potrebbe avere avuto altre “sedi” bancari e commerciali in città vicine.

Sono in carcere in stato di fermo di polizia i rumeni Radiu Zarioiu, 22 anni, e Ion Draghici, 23 anni, “sconosciuti” alle forze dell’ordine, gravitanti a Modena dove avevano impiantato la sede per raccogliere il denaro truffato. Sono stati gli agenti della Sezione Reati contro il Patrimonio della Squadra Mobile di Modena a venire a capo di una truffa completamente nuova per tecnica e quindi altamente fruttuosa. Al termine dell’indagine coordinata dal pm Claudia Natalini, si è ricostruita la trafila usata dai due.

Ion e Stefan sono due giovani rumeni con solide basi nel settore informatico. Girano nel Nord Italia con una quantità impressionante di documenti falsi: passaporti e carte di identità francesi, spagnole, polacche, estoni. E tante carte di identità false che li vedono residenti con nomi falsi a Modena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza e Vicenza. Con questi documenti aprono a Modena in pochi mesi ben dieci conti correnti in diverse banche della città. Cercano di ottenere la carta di credito ma intanto attivano subito l’home banking, l’elemento-chiave per la truffa. La fase due consiste infatti nell’individuare aziende di un certo peso economico. Grazie alla loro abilità informatica Ion e Stefan si inseriscono nella posta elettronica aziendale e identificano i fornitori che vantano crediti. Si trovano in mezzo alle due figure: di qui il nome dell’operazione “Man in the Middle”. A questo punto assaltano la posta del fornitore, bloccano quella autentica e si sostituiscono a lui girando all’azienda il codice Iban di uno dei loro conti aperti a Modena. Qui fanno confluire il denaro dei pagamenti. Forniture da 5, 10, 15, anche 20mila euro alla volta che transitano sul conto che viene poco dopo svuotato: il denaro viene dirottato altrove. Dopo qualche tempo l’azienda si accorge della truffa, quando la fattura inviata non trova riscontro, ma è troppo tardi.

Così i due hanno movimentato più di 400mila euro lasciandone 50mila sui conti ora sequestrati. Finché la Squadra Mobile di Modena con i colleghi di Bologna li ha fermati su una Ford Fiesta già ricercata: secondo le indagini era quella l’auto usata per andare in banca e gestire il denaro delle truffe. I due sono stati fatti scendere e durante la perquisizione sull’auto nella scocca del cambio sono saltati fuori numerosi documenti di identità con le loro foto ma i nomi diversi. Tra questi documenti che li indicavano come Gerard Bollier e Julien Dupuis. Nomi francesi di fantasia intorno ai quali avevano creato una rete di documenti che dal passaporto arrivava alla postepay e al bancomat.

Oltre il fermo di polizia dei due la polizia ha avviato indagini a tutto campo su altre città. E invita chi riconosce i due nelle fotografie a contattare la questura.

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