Bretella, prime verifiche ma il progetto è vecchio
Marzaglia, in questi giorni sono in arrivo le lettere ai destinatari degli espropri Ignorato il tracciato più recente che allo stesso costo raddoppia lo scalo merci
Le prime lettere arrivate hanno messo a rumore gli abitanti della zona e hanno fatto capire che in quel pezzo di campagna i lavori cominceranno presto.
Dopo anni di discussioni è arrivato il primo passo ufficiale, la comunicazione nero su bianco dei sopralluoghi dei tecnici. Ingegneri, geometri e geologi, muniti di documenti di riconoscimento, busseranno alle porte di una dozzina di aziende agricole a Marzaglia per verificare i dettagli di un progetto che sinora è rimasto sulla carta, facendo la spola tra ministero, enti locali e Autobrennero.
Il guaio è che la macchina degli espropri e soprattutto della prossima costruzione della Bretella Modena-Sassuolo si sta muovendo su un progetto datato. E contestato sotterraneamente da ditte di logistica, spedizionieri e Confindustria.
Un tracciato, dicono i bene informati, su cui anche il sindaco avrebbe manifestato più di una perplessità quando si è trovato davanti a una piccola modifica in grado di portare cambiamenti enormi per il territorio e l’economia modenese.
«Si tratterebbe - spiega l’agronomo Roberto Bandieri che da anni segue la vicenda per conto degli agricoltori della zona - di spostare di 60 metri un tracciato lungo 1350 in un’area di mezzo milione di metri quadrati. Così si avvicinerebbe a fianco del tracciato ferroviario la Bretella e si avrebbero spazi molto più grandi per uno scalo merci in grado di poter avere piazzali ampi, dove caricare e scaricare un intero treno e non solo un vagone per volta. Il trasbordo di container dai binari alla strada sarebbe così molto più veloce e farebbe da moltiplicatore per attrarre investimenti, facendo diventare più economici e competitivi tempi e quindi anche i costi. Tutte queste proposte sono state formalizzate anche in un incontro pubblico l’anno scorso con l’on. Tabacci».
Una variante di piccola entità ma che non è stata tradotta in atti amministrativi da parte di Comune e Provincia. Sinora almeno, anche se i contatti tra Confindustria, piazza Grande e Società Autobrennero continuano da anni. E dire che con il tracciato attuale verrebbe abbattuto un fabbricato rurale oltre ad essere estirpate preziose vigne della Cantina Messori.
Una dozzina come si diceva le aziende agricole che dovranno fare i conti con la Bretella, con appezzamenti da 3 mila metri quadrati a 70 mila per i più grossi, come nel caso della famiglia Giacobazzi, più nota per i suoi interessi nel campo delle ceramiche.
Ma è il disegno complessivo ad essere messo in crisi dal progetto ormai datato.
«Con il nuovo tracciato, su cui c’è un larghissimo consenso dei tecnici - spiega ancora Bandieri - si avrebbe un minor consumo di suolo e si moltiplicherebbe l’efficienza per ferrovie e trasporto su strada».
La società AutoCS, ovvero Autostrada Campogalliano - Sassuolo, nella lettera di tre pagine inviata a residenti e proprietari riepiloga punto per punto la vicenda a partire dalla legge quadro del 2001 sino al bando di gara del 2010, per passare all’aggiudicazione di un consorzio d’imprese tra cui Pizzarotti di Parma e Coopsette di Reggio. Infine, siamo al dicembre 2014, la convenzione tra gli appaltatori e il Ministero dei Trasporti che dà loro facoltà di effettuare sopralluoghi e accordi con i proprietari.
Qui il nodo è inestricabile. I tecnici all’opera sino a novembre lavoreranno sul progetto iniziale e ogni miglioramento di tracciato è scomparso dalle mappe.
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