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Due conferenze per la disabilità

Due conferenze per la disabilità

“Dopo di noi: prima loro”. Al Fermi due mattine per parlare dei bisogni dei malati

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Due giorni di conferenza per fare il punto sulla disabilità.

"La dignità dell'uomo è nella normalità" è lo slogan che accompagna l'incontro nelle mattinate di domani e di sabato nell'aula magna dell'Istituto Fermi, in via Luosi 23. Lo scopo è quello di sensibilizzare i ragazzi ed il pubblico che vorrà partecipare sul tema dei bisogni dei disabili e delle loro famiglie, ma è anche quello di fare il punto sulle soluzioni concrete che le associazioni coinvolte riescono ad offrire su quelle per cui ancora si battono.

La conferenza, intitolata "Dopo di Noi: prima loro. Il coraggio della speranza", è giunta alla sua seconda edizione grazie alla proposta dell'Anmic (Associazione nazionale mutilati e invalidi civili) e sarà realizzata nell'ambito del progetto Sollievo Sociale, dell’associazione stessa, che ha come ambizioso obiettivo la costruzione di una società più attenta e rispettosa delle diversità, nel principio dell'egualità sociale.

"Prima loro”, ovvero prima le persone con minore autonomia, che nella sola provincia di Modena sono circa 30mila, è il punto cardine su cui ruota la due giorni. In particolare, l'incontro tratterà del Progetto individuale di vita, della legge "Dopo di noi" del luglio scorso e farà il punto sui primi quattro mesi di attività di MondoAbile. Quest’ultima è una rete di persone, imprese e associazioni che offre soluzioni concrete e personalizzate alle persone con minore autonomia. Alcuni dei suoi progetti puntano, ad esempio, ad eliminare le barriere architettoniche che ancora rendono difficile la mobilità di persone disabili o a fornire ausilii e nuove tecnologie per comunicare, muoversi e imparare.

Il Progetto individuale di vita, sul quale sarà posta un'attenzione particolare sabato 1 ottobre, è invece uno strumento normativo e operativo attraverso il quale garantire un vero riconoscimento, e quindi una presa in carico di tutti i bisogni della persona disabile tenendo conto delle varie fasi della sua vita. «Finché sono a scuola - fa notare Ciro Bonini, delegato alla sanità Anmic Modena- una risposta, seppur minima, le istituzioni la danno. Ma dopo? Che fine faranno questi ragazzi? Le famiglie hanno bisogno di essere coinvolte e di sapere quali proposte faranno ai loro figli».

«Chiederemo che la Par, ovvero il Piano regionale d'azione per la popolazione anziana, venga estesa anche ai disabili - Spiega Ottorino Gelmini, presidente Anmic e vicepresidente regionale con delega al "Dopo di noi - Si tratta di fare una fotografia istantanea dello status del bisogno della persona, per poter dare risposte commisurate ad esso».

Per quanto riguarda la legge “Dopo di noi", Gelmini commenta: «È un caposaldo che prima non c'era. Adesso abbiamo un tavolo, normato, su cui presentare i bisogni. Come ogni cosa umana non è certo perfetta, ma è un primo passo che è statofatto».

Eleonora Degoli

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