Maurizio Vandelli: «Epoca irripetibile eravamo pionieri»
Il cantante detto “Il principe” con la band dell’Equipe 84 «Riuscimmo a creare la colonna sonora di quei tempi»
Maurizio Vandelli, soprannominato “Il Principe”, si forma artisticamente in anni in cui il fermento musicale internazionale era segnato dalla musica Beat e dalla musica Pop. Inizia ad esibirsi con l'amico Victor Sogliani in locali estivi sulla costa romagnola e marchigiana. Lasciati gli studi decide di incidere un primo disco e riesce a proporsi per un impegno di tre mesi in Spagna. Ritornato in Italia riceve un invito inaspettato al Vigorelli di Milano, dove si presenta con il gruppo che diventerà in seguito l'Equipe 84. Il gruppo era composto da Victor Sogliani, Franco Ceccarelli, Alfio Cantarella e Maurizio Vandelli.
Come erano gli anni del Beat per Maurizio Vandelli?
«C'erano sorrisi autentici e non plastificati sui volti della gente – spiega il cantante modenese – C'erano ragazze dagli sguardi pieni di gioia, nei vari juke-box suonavamo una musica nuova. In questo habitat è nato il Beat. Erano suoni a loro modo rivoluzionari, armonie affascinanti, testi leggeri. L'Equipe 84 seppe esaltare quel filone musicale. Credo però che lo sdoganamento italiano del Beat va ascritto a Lucio Battisti».
Maurizio Vandelli, con il suo gruppo, è stato uno dei protagonisti più qualificati a far diventare Modena, Capitale del Beat, insieme a Franesco Guccini, i Nomadi ed i centinaia di gruppi che erano disseminati sul territorio.
«Ricordare il periodo del bar Granditalia è sempre bello – prosegue Vandelli – C'era la musica che usciva da tutti i bar, c'era positività in tutte le cose, le belle ragazze che ci giravano intorno e noi che oziavamo ai tavoli del bar. Si viveva sperimentando nuove cose tra scherzi e musica. In Italia Modena era un punto di ritrovo della creatività».
Maurizio Vandelli aveva anche partecipato alla prima edizione del “Modena 29 Settembre” e questa volta trova il palco non in Piazza Grande in Piazza Roma.
«Allora sono ancora più vicino a dove abitavo quando stavo a Modena, in viale Reiter. Sarà anche per me la prima volta davanti all'Accademia. Cantare a Modena è sempre emozionante».
Il 1966 è stato un anno storico per l'Equipe 84 che segnò una svolta nella loro carriera. «Lucio Battisti si sedette al mio fianco vicino ad un pianoforte negli uffici della Ricordi – analizza Maurizio Vandelli – e mi disse che mi doveva far sentire una cosa nuova. Quando accennò le prime note di “29 Settembre” capii che si trattava di una canzone che poteva influenzare la nostra carriera. E' molto bello che Modena abbia dato una certa importanza al periodo Beat, essendone stata la Capitale».
Ma cosa proporrà Vandelli in Piazza Roma?
«Mi hanno chiesto di chiudere la serata con una esibizione di circa quaranta minuti – conclude – Nella scaletta però non possono mancare “29 Settembre” e “Ho in mente te”, sto ancora lavorando alla scaletta, ma credo che sarà una bella festa della musica».
Nicola Calicchio
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