Nasce alla Hpe Coxa il nuovo laboratorio per motori Formula 1
Investimenti e assunzioni per un progetto con Unimore destinato ai settori meccanici più specializzati e competitivi
Un laboratorio da Formula 1. È l’ultimo arrivato a Modena dalle parti di via Raimondo Dalla Costa 620. Nella sede dell’azienda Hpe Coxa è stato inaugurato ieri il “Machining innovation lab”.
Un’area in cui ingegneri e operatori altamente specializzati hanno iniziato a lavorare insieme per realizzare prodotti su misura. Tra questi, le power unit e i motopropulsori impiegati da grandi marchi nella Formula Uno e non soltanto. Per creare il Mil l’azienda ha investito oltre due milioni e mezzo di euro.
Otto i nuovi addetti assunti a tempo indeterminato. Sono dottori Unimore (prevalentemente in Ingegneria del Veicolo) e tecnici Its Maker, formati per un anno con le aziende partner (Mapal, Cgtech Vericut, Sandvik, Lang Technik, Zeiss, Open Mind, Ptc, Dmg Mori).
Come funziona il laboratorio? «Il disegno consegnato dal progettista scende in fabbrica - ha anticipato Andrea Bozzoli, amministratore delegato Hpe Coxa - ed è trasformato in linguaggio macchina. A quel punto viene realizzato e non è controllato più punto a punto, ma con una scansione ottica. Ciò implica una grande riduzione di costi e tempi. Tutto per permettere lo sviluppo di nuovi motori e nuove componenti».
L’essere all’avanguardia è sottolineato da una battuta dell’Ad: «Non fotografate tutto o l’anno prossimo non avremo niente da presentare».
Non sono uno scherzo i costi sostenuti sinora. «Abbiamo investito 15 milioni negli ultimi cinque anni - ha garantito Bozzoli - assumendo più di centoventi persone. Gli otto nuovi assunti sono ingegneri, periti e tecnici, formati non soltanto in ottica ingegneristica, ma anche secondo una logica specializzata».
Negli ultimi tre anni e mezzo l’azienda ha assunto oltre ottanta persone, più di un terzo dell’attuale squadra di duecentodieci componenti.
«Oltre il 50 per cento dei nuovi assunti viene da Unimore - ha spiegato l’amministratore delegato - se l’ateneo non sfornasse competenze valide non li prenderemmo».
L’azienda ha un capitale sociale di 1.125.000 euro.
«In questo laboratorio sono rappresentati 26 miliardi di euro - ha specificato Bozzoli - di cui noi rappresentiamo soltanto 28 milioni».
Per Valter Caiumi, presidente di Confindustria Modena, è un esempio d’industria 4.0. La prossima sfida? «La fusione alla fine dell’anno tra la Confindustria di Modena, Bologna e Ferrara», ha detto Caiumi.
Gabriele Farina
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