Nuovo piano regolatore, è rivoluzione nell’edilizia
Serramazzoni. Presentato il documento redatto da uno studio bolognese Semplificate le cartografie accumulate dal 1983 e gettate le basi per il futuro
SERRAMAZZONI. Uscita pubblica per la tanto attesa variante specifica al Piano regolatore di Serra approvata il 28 luglio. Dopo gli incontri con associazioni e progettisti, il documento è stato presentato martedì sera ai cittadini del capoluogo alla presenza dei tecnici dello studio bolognese Oikos che l’hanno redatto.
Due le operazioni di fondo. Innanzitutto, riscrittura delle cartografie accumulate dal 1983 in cui si sommavano indicazioni e colori di difficile interpretazione, anche alla luce della ventina di varianti disorganiche approvate nel decennio 2002-2012. «A Serra non esisteva una stesura concorde del Prg vigente – ha sottolineato l’ingegner Roberto Farina di Oikos – una cosa piuttosto grave, che portava alla consultazione di diversi documenti senza sapere se erano aggiornati e completi, rendendo praticamente illeggibile la situazione». Ora le carte sono molto più semplici e chiare, sia per i tecnici che i cittadini. Poi c’è stata l’opera di pianificazione vera e propria funzionale alla stesura del Psc, che resta l’obiettivo. Recepite le indicazioni della Provincia, diminuito il numero delle zone urbanistiche (le produttive D ad esempio sono passate da dieci a cinque), omogeneizzati gli indici di fabbricabilità (esistevano terreni “francobollo” con alti indici confinanti con altri che ne avevano un quinto) e le classificazioni ai fini Imu (c’erano aree B3 inedificabili che la pagavano come se fossero state edificabili), introdotte agevolazioni per l’agricoltura amatoriale e condizioni di flessibilità nell’uso della aree produttive, tolte strade che non si realizzeranno mai, tutelate aree legate ad attività caratteristiche (Museo giardino della Rosa antica, antico tracciato sciovia Faeto 1000, area parapendio di Monfestino) e ridotto il consumo di suolo, togliendo 5.077 metri di superficie residenziale e 23.962 di produttiva. Non sono stati cancellati però i sei piani convenzionati del 2007 che da soli autorizzavano 42mila metri di alloggi perché, ha spiegato lo stesso Farina «un provvedimento di revoca espone a ricorsi molto difficili da sostenere». Eliminata però la possibilità in area agricola di realizzare depositi che poi diventavano abitazioni. «Questa variante non è un risultato definitivo ma intermedio – ha puntualizzato l’assessore all’Urbanistica Andrea Convenuti – non ha tutte le valenze strategiche che avremmo voluto ma è una base. In attesa di una pianificazione più incisiva, abbiamo fermato le bocce in un quadro con troppe variabili, per garantire equità e trasparenza». Il periodo per presentare osservazioni scade l'8 novembre, poi si andrà ad approvazione definitiva in Consiglio.
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