Toilette in stazione a Modena: promossi i locali bocciato il prezzo
I viaggiatori perplessi sul pagamento di un euro per entrare. Le Ferrovie replicano: «E' l'unico modo per fornire dei luoghi decorosi»
MODENA. Un euro per un bisogno fisiologico impellente, come quello di andare in bagno, sembra un po' troppo, soprattutto se si parla della toilette della stazione. I passeggeri in transito a Modena non nascondono il loro disappunto circa la novità voluta dal gruppo Rete Ferroviaria Italiana in concomitanza con la ristrutturazione e riqualificazione dei bagni.
UN EURO E' INDISPENSABILE. D'ora in poi, infatti, chi non è riuscito a fare la pipì in treno e vuole farla appena sceso dal convoglio deve sperare di avere 1 euro in tasca altrimenti il rischio di farsela addosso è altissimo. L'idea di RFI è dare un po' di decoro ad un luogo che, nella visione popolare, è visto sporco, indecente e facile al degrado nonostante gli interventi di pulizia quotidiana. Da martedì settembre, cioè quando è stato riattivato il servizio, sono state circa 200 persone che ne hanno usufruito e chissà in quanti sono rimasti spiazzati dalla novità e pur nella necessità hanno rinunciato proprio perché non avevano l'euro. Nella mezz'ora trascorsa in stazione per raccogliere i commenti degli utenti mi sono imbattuta in due donne che, messe al muro dalla novità, sono andate via amareggiate quasi inveendo contro il servizio a pagamento «il bagno doveva essere gratis e se non ci sono i soldi uno come fa» commenta stizzita una delle due che è filata via, forse, alla ricerca di un altro luogo dove espletare il suo bisogno. Un pensiero condiviso da Valeria Grandi, di Modena, «già paghiamo il biglietto del treno per cui è inutile che mettano i bagni a pagamento» che aggiunge "anche se capisco che ci sono persone che lo usano senza prendere il treno". "Non è un servizio pubblico ma privato, chiosa Carlo Baroncini, di Roma, se costa 1 euro non è più un bagno pubblico".
La decisione di RFI non riguarda solo Modena, anzi, nella nostra Regione ci sono altre città dove le toilette sono a pagamento. Della lista fanno parte Bologna, Parma, Imola, Castel San Pietro e San Pietro in Casale. «La filosofia - spiega Flavio Scheggi dell'ufficio comunicazione - è di estendere il servizio ad altre città proprio per dare agli utenti un luogo decoroso ed evitare atti vandalici». Un aspetto evidenziato da Rebecca Reggiani, di Modena, che appena usufruito della toilette commenta «io l'ho pagato perché non ce la facevo più, ma 1 euro mi sembra tanto. C'è un aspetto positivo: con questo sistema quelli che entrano in bagno non cercano di rubarti i soldi come invece è capitato a Bologna».
L'ingresso ai servizi igienici protetto dai tornelli secondo Giuseppe Vasile di Parma potrebbe «funzionare come deterrente per i malintenzionati anche se il costo è alto». Non mancano i suggerimenti e a fornirli è Valentina Meschiari, originaria di Modena ora residente a Fano, «Non è giusto perché il servizio dovrebbe essere incluso nel biglietto. RFI incassa soldi da circa 22 mila viaggiatori per cui un ticket per fare la pipì ci può saltare fuori». Soddisfatto del lavoro anche l'edicolante Lucio Pranzini, presenza fissa in stazione dal 1971 «era ora che lo facessero perché in tanti non lo usavano per il servizio che svolgeva. Oggi molte persone non hanno il senso dell'educazione e del senso civico». In tutto sono 9 toilette, 5 per gli uomini e 4 per le donne di cui una per disabili e una nursery, e sono aperti tutti i giorni dalle 6 alle 21.
Maria Elena Mele
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