«Troppi abusi con i Voucher Nel 2015 a Modena 1,5 milioni»
«Chiediamo che il consiglio comunale di Modena apra al più presto una discussione sui voucher e il loro utilizzo massiccio, al di fuori degli scopi per cui è stato creato». È questa in sintesi la...
«Chiediamo che il consiglio comunale di Modena apra al più presto una discussione sui voucher e il loro utilizzo massiccio, al di fuori degli scopi per cui è stato creato».
È questa in sintesi la posizione della Cgil di Modena che, all’indomani del grave incidente sul lavoro in cui un operaio ha perso due dita sotto una pressa, richiama con forza l’attenzione della città e delle forze politiche sui tanti abusi creati dai voucher.
«Anche quel lavoratore che ha perso le dita - rimarcava ieri il sindacato di piazza Cittadella - era pagato con i voucher per un lavoro delicato e pericoloso». Anzichè essere assunto regolarmente alle dipendenze della ditta era inquadrato e pagato con i voucher come un collaboratore occasionale. Per l’incidente in cui è rimasto coinvolto l’operaio di Bastiglia la madre ha denunciato l’azienda per la mancanza di adeguate misure di sicurezza: «Ha dovuto comprarsi lui le scarpe antinfortunistica».
Di qui la richiesta della Cgil provinciale, in vista della discussione di un ordine del giorno che verrà discusso oggi.
Nel Modenese il ricorso ai 'buoni lavoro’ (questa la traduzione esatta in italiano) è «abnorme» come denuncia la Cgil che fornisce dati ufficiali.
«Lo scorso anno - sottolinea in una nota - i voucher venduti sono stati oltre 2,5 milioni e nel 2016 questo numero verrà abbondantemente superato».
Nel primo semestre di quest'anno, infatti, nel modenese sono stati 1.503.729 i voucher diffusi in tutti i settori produttivi, come risulta da un'analisi realizzata dai dati forniti dall’Inps.
E subito dopo puntualizza: «Se per ogni giorno di quest'anno, domeniche comprese, sono stati venduti mediamente 8.354 ‘Buoni lavoro’ è perché un processo, quello della liberalizzazione e dell'estensione dei voucher, si è allargato talmente tanto da diventare un vero e proprio sistema. Il quale, visti i numeri, è ammesso, tollerato e sostenuto. Per questo vorremmo che la discussione in consiglio comunale di domani producesse l'impegno a riunire, presto, tutti i soggetti che su questo sistema possono incidere: le organizzazioni sindacali, le associazioni economiche e dei datori di lavoro, le istituzioni del territorio». (s.c.)
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