Giallo a Modena: cadavere semi-bruciato trovato in un’auto
Antonio Minichiello, 68anni, era avvolto da un telo impregnato di benzina e con un accendino in mano. Ustioni non gravi: un suicidio o un omicidio?
MODENA. Un uomo di sessantotto anni, Antonio Minichiello, abitante a Limidi Soliera, sposato e padre di due figli, è stato trovato morto, all’interno della sua vettura in un campo lungo strada Albareto, all’altezza dell’incrocio con strada Naviglio.
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Ed è un giallo: si tratta di un suicidio, come i primi riscontri sembrano suggerire, oppure qualcuno ha ucciso quell’uomo e poi ha cercato di bruciare tutto, dando fuoco al corpo e alla vettura ma in modo maldestro? Ci sono ferite su quel corpo, oltre alle ustioni che però non sono così gravi, o almeno così sono sembrate, da provocare un decesso?
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La procura, ovvero il magistrato Marco Nicolini , e gli uomini della squadra mobile guidata dal dottor Enrico Tassi stanno indagando cercando di fare luce su questo caso ancora oscuro. Fondamentale sarà l’apporto della polizia Scientifica e quello della Medicina legale: quest’ultima dovrà stabilire l’ora del decesso e le eventuali cause.
Il giallo ha inizio alle 15.30 di ieri quando l’agricoltore che lavora nel grande campo davanti alla tabaccheria I cerini su strada Albareto si accorge che c’è un’auto vicino alla siepe. Una grande e spessa siepe che separa completamente il campo dalla strada, dagli occhi di passanti e di automobilisti. Dentro all’auto, una Peugeot 206 grigia, un uomo che non si muove. E l’auto, solo all’interno, sembra bruciata. Gli sportelli non sono aperti, ma la vettura non è chiusa a chiave.
L’agricoltore si rende conto che qualcosa non va , fa il giro del campo, attraversa la strada ed entra alla tabaccheria-edicola I Cerini, all'angolo con strada Naviglio.
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«Ci ha chiesto se sapevamo qualcosa di quella macchina - dicono i titolari dell’esercizio - ma noi non avevamo né sentito né visto nulla. C’era solo un po’ di odore di bruciato in strada. A questo punto abbiamo chiamato la polizia municipale».
Una pattuglia pertanto arriva sul posto. Sulle prime agli agenti sembra un caso di suicidio. Un “classico” ritrovamento di una persona deceduta all’interno dell’auto: a volte è overdose, altre volte qualcuno che si è sparato o si è suicidato con il gas, altre volte un malore, un arresto cardiaco. Ma ben presto si accorgono che qualcosa non torna. E così chiamano la polizia e sul posto arrivano Volante e la squadra Mobile. L’uomo era avvolto da un telo, o meglio da una specie di lenzuolo. C’era odore di benzina e ben presto, fuori dalla vettura, viene ritrovata una tanica. Si arriva inoltre ad identificare quel cadavere. Si tratta di Antonio Minichiello, un 68enne che aveva l’obbligo di firma presso la caserma dei carabinieri di Soliera a causa del suo unico precedente, la rapina violenta ai danni di una prostituta avvenuta qualche mese fa. L’uomo, come detto, era avvolto da un telo, intriso di benzina. Gli agenti gli hanno ritrovato un accendino in mano.
Dunque, viene da pensare, che il 68enne, che pare avesse debiti e che stesse passando un brutto periodo da quando era andato in pensione, avesse preparato il tutto per togliersi la vita appiccandosi fuoco. Attorno a lui c’erano altri oggetti, messi insieme alla rinfusa per alimentare le fiamme. Ma il rogo pare proprio sia durato poco, le fiamme lo hanno ustionato ma non profondamente. L’interno dell’auto era piuttosto bruciato ma non devastato. Forse le fiamme hanno bruciato tutto l’ossigeno all’interno della vettura e il 68enne più che per le ustioni sia morto soffocato dal fumo e dall’assenza di ossigeno. Ma si può anche ipotizzare che qualcuno, dopo avergli tolto la vita in precedenza, lo abbia messo in auto, avvolto nel telo, piazzandogli l’accendino in mano, e poi dando fuoco per bruciare ogni cosa, auto e corpo. Ma il piano è saltato, il rogo non è stato né violento né è durato a lungo. Tant’è che nessuno in zona si era accorto di un incendio. Questo il quadro, questo in sostanza è il giallo. Nel frattempo è stato sequestrato il pc della tabaccheria con tutte le immagini delle telecamere di videosorveglianza. Verranno analizzate anche le immagini delle telecamere dei distributori di benzina, per vedere se hanno inquadrato qualcuno riempire una tanica di benzina.
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