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Carpi. Capelli lunghi o smalto? Vieni cacciato dalla classe

di Valeria Cammarota
Carpi. Capelli lunghi o smalto? Vieni cacciato dalla classe

Due studenti del Nazareno allontanati da scuola per il ciuffo fuori misura Il dirigente: «Regolamento chiaro e noto». I ragazzi: «Privati della nostra libertà»

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CARPI. Un episodio che fa molto discutere quello accaduto all’istituto alberghiero Nazareno di Carpi: due studenti iscritti alla scuola sono stati richiamati in merito alle proprie acconciature e, in seguito, mandati a casa.

«Abbiamo un regolamento stringente sugli aspetti che riguardano la divisa, l’abbigliamento, la cura della persona e l’igiene – spiega il dirigente scolastico Luca Franchini – nello specifico, non sono consentiti anelli, bracciali, smalto sulle unghie, tatuaggi dal collo in su o dal polso in giù, piercing, capelli tinti con colori particolari (blu, verde, ecc), rasta o troppo lunghi (nel qual caso i ragazzi non devono avere ciuffi che cadano sul viso e le ragazze occorre li raccolgano sotto una cuffia). Questo perché rispetto al profilo professionale che i ragazzi hanno scelto, quello di operatore della ristorazione, è importante riescano a imparare e a maturare le competenze che riguardano anche questi aspetti. È vero che, oggi come oggi, nella maggior parte dei locali non sono richieste caratteristiche particolari, tuttavia è nostro dovere aiutarli a riconoscere il fatto che, se vogliono lavorare in un ambito di eccellenza, devono saper gestire questi aspetti del mestiere. I colloqui personali con i ragazzi e la famiglie prima dell’iscrizione – continua Franchini – servono proprio per spiegare il regolamento, dato che è normale che all’inizio vi sia qualche difficoltà nell’osservarlo. Di solito, non si manda a casa qualcuno la prima volta che si presenta in modo non consono. Normalmente neanche la seconda, ma la terza sì. Lo stesso foglio di autorizzazione che la famiglia sottoscrive all’atto dell’iscrizione prevede la possibilità di allontanare i ragazzi qualora si presentino in condizioni non idonee: lo scopo è educativo e formativo, sia nell’ottica della persona sia rispetto al contesto professionale. C’è chi lo prende come un inutile accanimento, ma si cerca di far capire che non è così».

Alcuni studenti lamentano l’eccessiva intransigenza: «Capitano episodi davvero al limite - si sfogano - i capelli vengono esaminati nel dettaglio: anche solo un ciuffo un po’ più lungo è un problema. I tatuaggi, poi: non è giusto che si venga messi in lista d’attesa per iscriversi a scuola, solo perché magari lo si ha da anni. Le regole sono troppo stringenti: chi fa convitto e dorme qui non può uscire per un mese e mezzo e, se è necessario comprare qualcosa per la scuola, se ne devono far carico i compagni o i famigliari, magari spostandosi da località anche lontane. Siamo troppo controllati, ma se accadono eventi quali un furto negli spogliatoi, come è successo di recente quando sono spariti una camicia, un telefono e una ventina di euro, nessuno pare occuparsene».

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