Il vigile di Pievepelago confessa «Ho rubato per necessità»
Vinicio Galli e il benzinaio Renzo Corbelli ammettono i furti di gasolio «Siamo colpevoli, eravamo in difficoltà economiche. Ripagheremo tutto»
PIEVEPELAGO. Nessuna contestazione dei fatti, piena ammissione di responsabilità e volontà di risarcire subito gli enti pubblici del danno economico subito. Carte scoperte ieri mattina davanti al gip Andrea Romito per Vinicio Galli e Renzo Corbelli, l’agente di polizia municipale e il benzinaio di Pievepelago posti agli arresti domiciliari esattamente una settimana fa dai carabinieri con accuse pesanti. Il primo è ritenuto responsabile di peculato e furto aggravato per aver asportato dalla cisterna dei magazzini di Riolunato, utilizzando l’auto di servizio, litri di gasolio che portava al benzinaio, accusato a sua volta di ricettazione per aver rivenduto il quantitativo al pubblico.
Poi per entrambi c’è anche la denuncia per concorso in falsità ideologica continuata e truffa ai danni di un ente pubblico per le ricevute legate a rifornimenti mai avvenuti ma di cui l’agente chiedeva regolarmente rimborso al Comando a beneficio della nota di credito del benzinaio. Un giro che, secondo quanto appurato dai carabinieri con un’indagine complessa e tecnologica, in tre mesi ha fruttato 2.500 euro di gasolio rubato al Comune e 558 di ricevute fasulle ai danni dell’Unione del Frignano. Somme che i due ieri mattina davanti al giudice hanno affidato in deposito fiduciario ai rispettivi avvocati (Roberto Bortolotti per Galli e Alessia Gonzo per Corbelli) con assegni che verranno consegnati nei prossimi giorni agli enti pubblici a prescindere da qualsiasi evoluzione della vicenda. Risarcimento dunque doppio, perché ognuno si autonomamente accollato gli importi interi. E pieno riconoscimento degli addebiti: i due hanno risposto a tutte le domande del gip spiegando in sostanza che si è trattato di una “caduta” legata all’esigenza di far fronte a un periodo di difficoltà finanziarie nelle rispettive famiglie. Ed entrambi hanno chiesto scusa, intanto davanti al giudice in attesa di farlo di fronte ai responsabili degli enti pubblici.
«Galli sta affrontando una prova molto dura – ha sottolineato l’avvocato Bortolotti – ma lo confortano il sostegno della famiglia e gli attestati di vicinanza ricevuti in particolare da persone di Riolunato che lo stimano per i suoi vent’anni di carriera». «Oltre all’ammissione dei fatti – ha rimarcato l’avvocato Gonzo – è fondamentale l’immediata volontà risarcitoria nei confronti degli enti pubblici, e quindi della collettività». A fronte di questi sviluppi, i legali hanno quindi chiesto la revoca dei domiciliari. Il giudice si è riservato di decidere previa consultazione col pm Katia Marino.
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