La croce di Lampedusa a Modena
Il vescovo: «Simbolo dell’odissea dei migranti: è un pugno e un invito per tutti »
Da due assi di legno di una barca ad una croce. Dal viaggio, per qualcuno, della morte a quello, per tutti, della speranza. La croce di Lampedusa, realizzata da Francesco Tuccio l'11 ottobre 2013, fa tappa a Modena. "Portatela ovunque" aveva detto papa Francesco il 9 aprile 2014 quando in piazza San Pietro benedisse la croce; da qui il progetto della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti onlus cui hanno aderito le diocesi italiane. La croce sarà ospitata dalla chiesa di San Giovanni Battista sin dal suo arrivo in città previsto per il 3 ottobre e resterà fino al 30; per l'occasione il Vescovo celebrerà, alle 21, la messa. La data coincide con la Giornata nazionale in Memoria delle Vittime dell'immigrazione istituita dopo la morte dei 368 migranti a largo di Lampedusa. «Da un lato la croce è un pugno nello stomaco perché è sempre il segno di una grande umiliazione e di una ingiustizia che anche Gesù ha subito, ma Lui ha concentrato a se tutte le ingiustizie che subiscono gli uomini, dichiara mons. Erio Castellucci, allo stesso tempo la croce è una pacca sulla spalla; è il passaggio per la risurrezione. Ogni croce deve essere l'occasione per rimboccarci le maniche e metterci il nostro briciolo di risurrezione che in questo caso è un approccio serio al tema dell'accoglienza e dell'integrazione». Un atteggiamento, quest'ultimo, vissuto dalle persone che hanno organizzato l'arrivo in città della croce di Lampedusa. «Dobbiamo avere il coraggio di toccare con mano queste ferite» spiega Federico Valenzano, della Caritas diocesana, durante la presentazione delle tante iniziative collaterali promosse nell'arco del mese. «È importante riempire di significato parole come sofferenza o dolore" gli fa eco Marco Nardini, di Atelier Mies. All'ufficio Animazione missionaria della diocesi il compito di promuovere i laboratori all'interno delle scuole e delle parrocchie perché questo avvenimento secondo il referente dell'ufficio, Francesco Panigadi, "permette di informare tutti delle esperienze di missione che fanno i nostri giovani». Tra gli appuntamenti don Luca Balugani, dell'Istituto Superiore di Scienza Religiose "B.C.Ferrini" ne sottolinea due «Il primo riguarda una riflessione sulla compassione con l'intervento di padre Giuseppe Barzaghi; nel secondo Ludwig Monti, monaco di Bose, parlerà dell'accoglienza». Alla realizzazione dell'evento, che rientra nel mese della missione universale, hanno contribuito anche i migranti accolti nelle strutture modenesi.
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