Marie-Aude Murail a Vignola chiuderà “Passa la Parola”
La scrittrice francese a Vignola: “La mia adolescenza era così ardente e folle”. Gli altri appuntamenti
VIGNOLA. «Il mio tesoro sono le parole». Marie-Aude Murail sarà la grande ospite internazionale nell’ultimo weekend di Passa la Parola. Il Festival della lettura per ragazzi tornerà a casa… e ne scoprirà una nuova. Domani e dopodomani gli appuntamenti sono previsti a Vignola, laddove la manifestazione è nata sei anni fa. Merito della locale libreria Castello di Carta e del Centro sportivo italiano di Modena. Domenica farà il suo debutto per la sesta edizione Castelvetro. Illustratori e scrittori di diverse nazionalità incontreranno un pubblico di tutte le età come già accaduto ai piedi della Ghirlandina e a Formigine. Vi saranno confronti pensati per studentesse e studenti, i veri protagonisti della rassegna. Altri ancora saranno... esclusivamente per tutti. L’incontro più atteso al castello di Levizzano sarà “L’assai furioso Orlando”, domenica alle 21, con Marco Baliani. Nella patria della ciliegia, invece, occhi puntati su “La mia adolescenza era così ardente e folle” della scrittrice francese. L’incontro alle 17.15 di domani al teatro Fabbri.
Cosa s’attende Marie-Aude Murail?
«Succederà qualcosa tra il pubblico e me - risponde l’autrice - ma se potessi prevedere esattamente cosa, senza dubbio non accadrebbe. Scrivo per i giovani e vengo in Italia apposta per loro».
Che “tesoro” porta al Festival?
«Il mio tesoro, quello da cui attingo ogni giorno, sono le parole. Fortunatamente, è inesauribile e accessibile a tutti: da condividere senza moderazione».
L’anno scorso sono stati salvati ottanta termini per il concorso Salvalaparola. Quale avrebbe salvato lei?
«La parola “Salvatore”: è il nome del mio nuovo eroe, uno psicologo al servizio degli adolescenti».
I partecipanti potranno imbucare una cartolina per salvare un personaggio delle fiabe. Quale salverebbe lei?
«Riccioli d’oro. Scappa attraverso la finestra, raggiunge la foresta, ma nessuno sa cosa ne sarà di lei. Mi piacerebbe invitarla a casa mia».
Che valore può trasmettere la scrittura?
«Innanzitutto, inchiodare i lettori dentro i miei libri. Voglio provocare in loro le emozioni che arricchiranno le loro vite. Le parole devono aumentare, ampliare la vita oppure non servono a nulla».
I mass media hanno un ruolo in ciò?
«Senza le parole non vi sarebbe nessun’informazione, nessun film, nessuna canzone, nessuna mail, nessun sms. Tutto ciò che ha senso passa dalle parole, sono anche all’origine di ogni immagine».
Ha nuovi progetti?
«Zapland esce il 12 ottobre, ho finito le tre stagioni di “Salvatore e figli”. Attendo il verdetto del pubblico per sapere se continuare o meno. Nell’attesa, correggo bozze, scrivo articoli e sono un po’ in vacanza. Può essere che torni a casa con un’idea italiana».
Gabriele Farina
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