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Modena. Ex Manifattura, un buco milionario

Modena. Ex Manifattura, un buco milionario

Anche le imprese edili attendono il saldo di 10 milioni di euro. Banche pronte a intervenire ma con sconti

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MODENA. Dieci milioni di euro di debito con le aziende che si sono occupate del cantiere e 89mila euro di debiti con il condominio. Oltre naturalmente i danni milionari causati dalla mancata vendita dell'88% di alloggi, uffici, negozi. Sono questi i numeri del buco alla ex Manifattura tabacchi che i dieci residenti dell'area rendono noti nella loro battaglia contro la società Quadrifoglio ancora proprietaria della stragrande maggioranza del complesso immobiliare di viale Monte Kosica. Un "rosso" gigante dei conti, dunque, che potrebbe portare alla imminente messa in liquidazione della società che ha realizzato nella ex fabbrica di sigarette cento tra appartamenti di pregio e negozi.
Quel che anni fa era il cantiere più grande dell'Emilia Romagna, con oltre 100 operai impegnati nei lavori, capace di dare vita a un "affare" per milioni di euro, oggi è un autentico flop. 
Per questo ieri in tarda serata era riunita a Roma Quadrifoglio Modena partecipata al 50% da coop e aziende edili locali e al 50% da Cassa Depositi e Prestiti. I residenti sperano di scongiurare il fallimento e intanto rimangono sul piede di guerra. Assicurando che si presenteranno all'incontro tra il sindaco Muzzarelli - che continua a restare in silenzio sul tema - e i vertici della Quadrifoglio, fissato per mercoledì prossimo. 
Basta però una mattinata trascorsa sul posto per avere conferma non solo della situazione disastrosa nella parte non ristrutturata della Manifattura, ma pure delle azioni intraprese negli ultimi tempi. I residenti, infatti, spiegano che tempo fa per evitare il crac del complesso la Banca Popolare dell'Emilia Romagna avrebbe offerto a Quadrifoglio Spa di rilevare l'intero complesso. Naturalmente a prezzi inferiori rispetto a quelli di costruzione, circa il 30%. Cassa Depositi e prestiti - indebitata per questo progetto con Bper e con Banco S.Geminiano S.Prospero - avrebbe però risposto picche. E quindi la situazione non si è modificata, mettendo davvero a rischio tutta l'operazione che a suo tempo aveva scatenato tanti "appetiti" di imprenditori e politici. A parte il complesso principale dove si sono installate solo 9/10 famiglie, la farmacia S.Giorgio, uno studio medico e in affitto il Mata, il resto dell'area è pericolosamente degradato. Chissà che accadrà ora, visto che la società Quadrifoglio e la Cassa Depositi e Prestiti già da oltre un anno hanno sostanzialmente smesso di vendere gli appartamenti. Chiuso infatti nel giugno 2015 l'ufficio vendite di Modena - anche se resta una persona di Milano raggiungibile al telefono - e nessuna richiesta di acquistare appartamenti dalle tante agenzie immobiliari della città. Un vero peccato perché le finiture di uffici e alloggi, soprattutto all'interno, sono di qualità e il luogo è a due passi dalla Ghirlandina e dalla stazione Fs. Prova ne è che la via pedonale "Della Manifattura" e piazzetta delle "Paltadore" (con il cavallo di Paladino) sono luoghi molto frequentati. Ma i problemi sono giganteschi, e dire che dieci anni fa i politici e gli imprenditori dell'epoca gridavano al miracolo. Parliamo di un complesso della superficie di 22mila metri quadrati, di cui ampia parte è un ex convento del '500. Dopo una variante al Piano regolatore nel 2005 il piano di recupero venne affidato agli architetti Paolo Portoghesi e Tiziano Lugli. E in quegli anni si definisce anche di inserirvi un piccolo centro commerciale, tanto che nei giorni scorsi sulla Gazzetta NordiConad si è lamentata della mancata partenza dei lavori. Nel frattempo nacque la newco "Quadrifoglio Modena Spa" e nel 2010 partirono i lavori su 16mila metri quadri. Lavori finiti nel 2014, ma finora è stato venduto appena il 10-12% del totale a disposizione. E oggi il progetto è perlomeno dimezzato e a serio rischio fallimento. 
Stefano Luppi 

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