Modena, i parcheggi selvaggi
Certi luoghi della città dovrebbero essere protetti, come le razze in via d'estinzione. Come la capra argentata dell'Etna, ad esempio, o il grifone del Bengala, il toporagno d'acq...
Certi luoghi della città dovrebbero essere protetti, come le razze in via d'estinzione. Come la capra argentata dell'Etna, ad esempio, o il grifone del Bengala, il toporagno d'acqua malese o il gimnuro nano.
Dirò qualcosa dei parcheggi, che sono a rischio di estinzione come il rinoceronte nero. E dirò di quelli per le moto e i motorini perché, preferibilmente, mi sposto in scooter. Che mi porta ovunque senza l'angoscia delle file e del traffico. Che mi accompagna fin davanti a (quasi) tutte le destinazioni. Che mi fa risparmiare tempo e denaro. Che qualche volta mi aiuta, come una seduta di yoga non potrebbe, a mantenere la calma e il controllo sulla routine quotidiana.
Che però, spesso, non so dove parcheggiare, perché gli spazi riservati sono pochi e i maleducati in circolazione sono tanti. Che posteggiano auto e furgoni occupando aree riservate a mezzi a due ruote.
A chi sceglie la moto o lo scooter per spostarsi spesso non resta che parcheggiare dove (in teoria) non è consentito. Se così non facesse potrebbe fare la fine del criceto, che gira affannosamente nella ruota della gabbia senza fermarsi e senza arrivare mai da nessuna parte.
La scorsa estate la pubblica amministrazione si è fatta promotrice di una giusta campagna di sensibilizzazione destinata ai conducenti di mezzi a due ruote (biciclette comprese) perché tenessero a mente che non si può parcheggiare in modo selvaggio e soprattutto ovunque senza criterio.
Era il 22 luglio del 2015 e la polizia municipale invitava i modenesi a rispettare la città e il centro storico parcheggiando solo dove è consentito. Vero è che per essere sempre in regola occorrerebbero altre aree dedicate, quelle attuali non sono tante in effetti, e, forse, anche un controllo un po' più puntuale sulle zone prese d'assalto da automobilisti prepotenti.
L'emiliano, in genere, è capace, sanguigno e concreto. Quindi mi auguro che si trovi presto una soluzione. Cioè che i maleducati e i prepotenti parcheggino altrove, e i posteggi per i motocicli spuntino come margherite a primavera, rinascano come gimnuri nani o toporagni d'acqua malesi, spieghino le ali come grifoni del Bengala e belino felici, come capre argentate dell'Etna.
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