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«Non c’è nulla di meglio dei favolosi anni Sessanta»

di Martina Stocco
«Non c’è nulla di meglio dei favolosi anni Sessanta»

In tanti si sono assiepati attorno al palco sin dal pomeriggio per seguire le prove La commozione di qualche “ragazza di allora” e l’emozione degli artisti in piazza

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Il sole si abbassa e le voci si riscaldano. Le prove del concerto “Modena 29 Settembre” in piazza Roma sono iniziate.

In tanti hanno scelto di essere presenti sin dal pomeriggio per poter incontrare i loro beniamini. «Riascoltare le canzoni di quando ero ragazza mi emoziona e mi commuove - ha esordito Carolina, una modenese presente tra il pubblico - perché mi ricorda momenti spensierati. Diventare adulti, con tutto ciò che ne comporta, non è mai semplice. La musica, per fortuna, alleggerisce la vita».

Anche Giuliano è della stessa opinione. «Non c’è miglior modo di festeggiare il 29 settembre - ha rimarcato l’uomo, tra una canzone e l’altra - se non in piazza a Modena ascoltando Maurizio Vandelli. Principalmente, sono venuto al concerto per lui, ma tutta la musica di questa sera mi piace. Sono le hit degli anni Sessanta e Settanta, le canzoni di quando ero ragazzo».

Tra i fan ce n’erano molti altresì per Marco Ferradini. «Piazza Roma questa sera mi sembra bellissima - ha detto il cantante - è come se la vedessi per la prima volta. Inoltre, mi sono commosso: si sono avvicinate delle persone e mi hanno chiesto l’autografo sui miei dischi di tanti anni fa. Mi ha fatto molto piacere: non me l’aspettavo». Il tema scelto per la serata è stato “Dal beat a Sanremo”.

Un Festival da cui sono passate molte delle voci presenti sul palco. I cantanti sono stati divisi in categorie. A riscaldare la voce c’erano esponenti “Big” e “Giovani”. Della prima categoria Maurizio Vandelli. «La “beat generation” non esiste più - ha ricordato il componente storico e voce del gruppo Equipe 84 - e per la musica italiana bisognerebbe fare meno programmi televisivi dedicati alla musica e più spettacoli dal vivo». Esordiente di nome e non di fatto Henry King. «Per oltre trent’anni ho suonato in diverse band - ha raccontato il musicista di Formigine - poi la mia carriera si è interrotta e ora ho ripreso ora, non solo a suonare, ma ho iniziato anche a cantare. La musica ha sempre fatto parte della mia vita. Ha rappresentato il mio lavoro; tuttavia, senza passione non avrei proseguito in questo campo. La passione per la musica è fondamentale». Ieri sera “il Re” ha portato una canzone dal titolo appropriato per il contesto: “Il meglio di Modena”. Di cosa parla il testo? «Delle abitudini dei modenesi - ha spiegato il cantante - ma, per descriverle tutte, servirebbe molto più tempo. I minuti di una canzone non sono sufficienti». Che cosa si aspettavano i cantanti dalla serata? «Sarà sicuramente un bel concerto ricco di momenti intensi - ha detto Barbara Cola, cantante bolognese - perché ci sono molti artisti giovani come e capaci come Andrea Belfiori». Un assist per il giovane cantautore delle Marche. «Una grande serata grazie anche a cantanti come te - ha spiegato Belfiori, rivolgendosi a Cola - che hanno fatto la storia della musica italiana».

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