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Modena, 29 settembre: quell’intramontabile Beat

di Nicola Calicchio
Modena, 29 settembre: quell’intramontabile Beat

"29 Settembre": In migliaia in piazza Roma a Modena  per riascoltare le canzoni che hanno fatto la storia della musica

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MODENA Piazza Grande o Piazza Roma il risultato non cambia. I modenesi non tradiscono la festa “Modena 29 Settembre” affollando (erano oltre 3mila persone) la piazza davanti a Palazzo Ducale che si candida come location ideale per simili iniziative anche in futuro.

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La festa Beat, che ogni anno Modena dedica ad un periodo indimenticabile, non solo dal punto di vista musicale (i primi anni '60), non fa che confermare che la nostra città era ed è tuttora la Capitale del Beat. Ogni anno una formula diversa con l'arrivo sotto la Ghirlandina di artisti che hanno fatto la storia della musica.

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Quest'anno il progetto di Made Eventi e del Circolo Culturale Montecristo aveva come fil-rouge “Dal Beat a Sanremo” e sono arrivati personaggi che su quel palco ci sono passati da protagonisti. Basta ricordare Andrea Mingardi, Mario Lavezzi, Alexia. Una serata ideale dal punto di vista atmosferico che ha invogliato la gente a non perdersi l'ultimo concerto d'autunno sotto le stelle. E veniamo alla musica. La lunga serata musicale, presentata da Riccardo Benini e Laura Sottili, è stata aperta dagli Ologramma, formazione modenese di ragazzi diversamente abili. Tra gli emergenti a salire per prima sul palco è stata la 18enne Rosella Longo, vincitrice di diversi contest, che ha proposto “Niente di più”, il suo nuovo brano. Henry King, giovane cantautore gialloblù, ha voluto omaggiare la sua città con la canzone “Quelli di Modena”. Da Rovigo è invece arrivata la 15enne Key-T Katrin che ha proposto “Undo”.

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I BIG E veniamo ai big. A salire per primo sul palco Andrea Belfiore, giovane cantautore marchigiano che, per omaggiare il Beat, ha proposto una sua versione del brano “L'Aquila” di Bruno Lauzi, scritto da Lucio Battisti. Negli anni '80 scrisse un brano con Herbert Pagani da titolo “Teorema” che, a distanza di anni, conserva ancora il suo fascino. Si tratta di Marco Ferradini, sempre più spesso a Modena, che ha anche cantato “Meravigliosi attimi” e “Lupo solitario dj ”. Barbara Cola partecipò ad un Festival di Sanremo con Gianni Morandi. In piazza Roma però ha voluto ricordare un suo illustre concittadino, Lucio Dalla, interpretando “La sera dei miracoli”. Un altro bolognese, Andrea Mingardi, che aveva spiccato il volo proprio da Modena, ai tempi del bar Granditalia, è stato accolto da una vera ovazione. Mingardi ha riconfermato che «Modena ha il diritto storico per essere considerata la Capitale del Beat».

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Ha ringraziato la piazza con “Mogol-Battisti”, “Sogni” “Caruso” e una struggente interpretazione dell'Habanera dalla Carmen di Bizet insieme alla corista Emanuela Cortesi. Uno che ha messo il timbro sulla musica italiana è Mario Lavezzi, che ha vissuto tutto il periodo Beat. Ha deliziato i modenesi con alcune pietre miliari della musica come “Il Primo giorno di primavera”, “Il mio canto libero” e “Vita”. Lavezzi, accompagnato da Alexia, ha riproposto “Biancaneve”, E mentre quest'ultima restava sul palco, l'artista milanese animava il backstage: «Il Beat? E' stata un'epoca unica e irripetibile», questo il suo saluto a Modena.

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LA PIAZZA BALLA A far ballare la piazza ci ha pensato Alexia con brani come “Per dire no”, “Dimmi come” e “Uh la la la”. Penultimo cantante ad esibirsi, Paolo Simonicon “Io non mi privo”. E finalmente lui a chiudere la Festa del Beat: Maurizio Vandelli, considerato “Mister 29 Settembre”, ha proposto un mini-concerto di una quarantina di minuti. Emozionato ed orgoglioso di cantare di nuovo a Modena ha ricordato il tempo con l'Equipe 84. «L'Equipe seppe esaltare quel filone musicale», ha sottolineato nel backstage. Piazza Roma lo ha accolto come un “Principe” (come era soprannominato il quegli anni) e lui ha ricambiato. Le più cantante? Inutile dire: “29 Settembre” ed “Ho in mente te”, il modo migliore per chiudere una notte di musica, con quel po' di nostalgia che accompagna chi nell'era Beat aveva la testa pieni di sogni.

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