Tensione alla Protezione Civile
Gelo tra Provincia e Regione per gli accordi disattesi: Rita Nicolini sbotta a Marzaglia per i bagni luridi
In uno dei momenti più critici - quello del terremoto in Centro Italia - in cui si deve misurare le capacità operative dei vari gruppi di Protezione civile, ecco che la situazione politico-burocratica non va di pari passo con l’encomiabile lavoro dei volontari. Colpa della soppressione (a piccoli passi) delle Province e del passaggio delle competenze alle Regioni. Ebbene, in questo paradossale balzello di responsabilità e rimescolamenti degli organi di comando, esplode la grana Protezione civile modenese.
È accaduto mercoledì sera quando al centro di Marzaglia ci si trovava in pieno fermento. Perché, va specificato, le “tute gialle” geminiane sono tra le più operative dell’intera regione, vuoi per il fatto che hanno provato sulla propria pelle i principali disastri (terremoto e alluvione) o vuoi per la grande capacità aggregativa che la Protezione civile è riuscita a trasmettere ai volontari. Non a caso a Montegallo, dove è stato installato il campo base regionale per gli aiuti agli sfollati del sisma, i modenesi sono ormai tantissimi, ricoprendo importanti compiti di coordinamento e comando.
Eppure le difficoltà sono evidenti e, a detta di chi vive regolarmente l’esperienza, il passaggio di competenze tra Provincia e Regione sta creando grossi problemi. «Questioni burocratiche», si limita ad ammettere qualcuno. Ma la partita è molto più spinosa: c’entra sì la burocrazia, che risponde al nome di convenzioni, ma c’entra soprattutto la voglia modenese di mantenere standard elevati. E a difendere i volontari è stata Rita Nicolini, la responsabile provinciale della Protezione civile. Nell’ennesima riunione è sbottata, notando i bagni di Marzaglia luridi perché da mesi non sono puliti. La spesa sarebbe a carico della Regione, che finora non ha mai provveduto né con i soldi né con personale proprio. E così una riunione operativa si è trasformata in un duro j’accuse. Il problema sanitario è risolto, ci ha pensato il Centro Servizi per il Volontariato a tamponare, ma così non si può continuare. Bologna è avvertita. (fd)
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