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«Treno Modena-Sassuolo, scusate ma ora rimediamo»

«Treno Modena-Sassuolo, scusate ma ora rimediamo»

L’assessore regionale Raffaele Donini ammette ritardi: «Presto i nuovi convogli e investimenti per 11 milioni»

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MODENA. «Penso si debba chiedere scusa ai pendolari del Gigetto, ma al tempo stesso dire loro che i nuovi treni moderni saranno disponibili tra due settimane. Sulla linea Modena-Sassuolo nel biennio 2016-2017 la Regione ha attivato un investimento di oltre 11 milioni di euro». L'assessore regionale alla mobilità Raffaele Donini - che presto ispezionerà di persona la linea - in questa intervista delinea il futuro di una tratta da sempre alle prese con problemi e risponde alle recenti proteste di Legambiente e del comitato pendolari.

Assessore qual è oggi la situazione dopo le recenti polemiche?

«Nessuno credo possa sottovalutare l'impegno che La Regione sta promuovendo per qualificare e potenziare il trasporto pubblico su ferro. Parliamo di oltre 2 miliardi di investimenti su questo tema, fra il rinnovo totale dei treni entro l'attuale mandato della giunta Bonaccini, la riqualificazione delle stazioni dell'Emilia-Romagna e altri importanti interventi sulle infrastrutture. Poi è vero che in sulla Modena-Sassuolo avevamo promesso entro giugno treni più moderni in sostituzione del Gigetto. Per cause a noi non imputabili questi arriveranno comunque tra due settimane. In ogni caso voglio dire tre cose: chiedere scusa ai pendolari per il ritardo della consegna, spiegarne i motivi e dare conto degli investimenti che si faranno su questa linea per noi strategica».

Dopo le scuse entriamo nel merito.

«In accordo con gli amministratori pubblici del territorio abbiamo previsto un piano di interventi per la riqualificazione di questa tratta con un investimento di oltre 11 milioni di euro, la metà già quest'anno. Parliamo di ammodernamento delle stazioni, rinnovo delle tecnologie dei passaggi a livello e interventi per la velocizzazione della tratta. Fra questi anche l'intervento sulla sottostazione elettrica di Modena citata da Legambiente e dal comitato: entro ottobre vedranno completati i lavori».

E per quanto riguarda i nuovi treni promessi?

«Con la cosiddetta Gara del Ferro che questa giunta regionale ha aggiudicato fra il 2018 e il 2019 arriveranno 75 treni nuovi sulle linee regionali, compresa la Modena-Sassuolo. Non potevamo però certo dire ai pendolari che ogni giorno utilizzano questa tratta di resistere per tre anni con il Gigetto. È per questo che a dicembre abbiamo sostituito un convoglio con un treno Ale126 completamente rinnovato. Avevamo detto che entro lo scorso giugno sarebbero stati sostituiti i restanti due treni vetusti con i più moderni Ale582. Purtroppo le verifiche di immissione in servizio, che precedono sempre la messa in esercizio di nuovi treni, in questo caso si sono protratte perché questi treni non hanno mai circolato fino ad oggi sulle linee regionali. Erano quindi necessari maggiori controlli. Sono cambiate anche alcune normative con la modifica di funzioni e competenze. Insomma , ritardi amministrativi non certo il venir meno della volontà politica. Infatti quei treni circoleranno sulla linea tra quindici giorni».

I pendolari denunciano anche la scarsa attività dei controllori, vi risulta?

«La Regione si sente di dire che Tper sta facendo un ottimo lavoro sui treni regionali per il controllo dei titoli di viaggio e la qualità del servizio. In seguito ad alcune segnalazioni che ci sono giunte abbiamo però chiesto a Tper una attenzione ancora maggiore sull'operato degli controllori. Tra l'altro ogni mese da quando mi sono insediato compio un'ispezione a sorpresa sulle tratte di competenza della Regione. Con gli ispettori regionali e quelli di Fer verifichiamo sul campo i disagi dei pendolari. È per me l'occasione per parlare con loro, confrontarmi e sentirli direttamente. Presto arriverò anche sulla Modena-Sassuolo. Il nostro impegno va in direzione di un trasporto pubblico affidabile e rinnovato e i primi risultati sull'incremento annuo dei passeggeri e sull'aumento della puntualità ed affidabilità dei treni lo evidenziano».

Stefano Luppi

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