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Voucher, il Comune dice «no»

Voucher, il Comune dice «no»

L’assessore Bosi: «Non ne utilizziamo e non lo faremo in futuro»

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«La prima considerazione da fare in merito all’utilizzo dei buoni lavoro orari, i cosiddetti voucher, è che certamente non hanno centrato l’obiettivo perseguito dal governo e cioè l’emersione del lavoro nero. Anzi, l’abnorme diffusione degli ultimi diciotto mesi ne testimonia un abuso che si concretizza in un aumento del precariato». Lo ha affermato l’assessore al Lavoro del Comune di Modena Andrea Bosi rispondendo all’interrogazione sull’uso dei voucher proposta dai consiglieri di Per me Modena. «Apprezziamo quindi – ha aggiunto l’assessore – il fatto che il governo abbia approvato di recente un decreto correttivo del Jobs act per consentire la piena tracciabilità dei voucher e dell’uso che ne viene fatto e ci auguriamo che possa ottenere gli effetti sperati. Allo stesso tempo, lo sollecitiamo perchè affronti con le parti sociali tutti gli aspetti di una questione che, nata con buone intenzioni, ha visto numerose storture».

L’ordine del giorno è stato approvato con il voto a favore di Per me Modena, Sel, Fas-Si, Pd, Movimento 5 stelle e quello contrario di CambiaModena. Astenuta Forza Italia. Nel rispondere all’interrogazione, l’assessore Bosi ha ricordato che l’Amministrazione comunale di Modena «non utilizza i voucher, anche se la legge, in determinate situazioni, lo consentirebbe», sottolineando che «non solo non li utilizza ora ma è decisa a non utilizzarli anche in futuro». Per quanto riguarda le imprese appaltanti e sup-appaltanti «è lo stesso Jobs Act che vieta il ricorso a prestazioni di lavoro accessorio, che sono appunto quelle normalmente compensate con i voucher, nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere e servizi».

L’assessore Bosi ha fornito anche alcuni dati per inquadrare il fenomeno dell’utilizzo dei voucher che dalla loro attivazione, circa cinque anni fa, hanno registrato una “crescita impressionante” passando dai diecimila del 2010 ai 115 mila del 2015. In Emilia Romagna, nei primi sei mesi del 2016, sono stati venduti quasi nove milioni di voucher (esattamente 8.822.380) con numeri in aumento mese per mese, da 1 milione 161 mila di gennaio, a 1 milione 668 mila 886 di giugno. In questo contesto, la provincia di Modena si colloca al secondo posto in regione, subito dopo Bologna, per numero di voucher venduti (1.503.729, pari al 17 per cento del totale). Nella replica il consigliere Campana ha sottolineato che «a proposito del divieto dell’uso dei voucher da parte delle imprese appaltanti si pone il problema del monitoraggio e del controllo dei comportamenti, difficile dal punto di vista operativo, ma chiedo che si cerchi il modo per rendere efficace la vigilanza».

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