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“Dopo di noi: prima loro” la disabilità spiegata ai ragazzi

“Dopo di noi: prima loro” la disabilità spiegata ai ragazzi

«Le persone disabili non hanno solo bisogno di aiuto, ma sono anche capaci di dare e di essere una risorsa per gli altri». Queste parole di Andrea Carlos Dana, presidente dell’Anmic Ferrara, hanno...

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«Le persone disabili non hanno solo bisogno di aiuto, ma sono anche capaci di dare e di essere una risorsa per gli altri».

Queste parole di Andrea Carlos Dana, presidente dell’Anmic Ferrara, hanno coronato un cambio di prospettiva nel corso della conferenza sulla disabilità che si è tenuta ieri al Fermi. “Dopo di noi: Prima loro. Il coraggio della speranza” è il titolo del convegno di due giorni proposto dall’Anmic di Modena che ha visto ieri il primo appuntamento, mentre il secondo è stato fissato per questa mattina. L’incontro ed il dibattito con i numerosi relatori di diverse associazioni ha lo scopo di fare il punto sulla situazione dei disabili e delle famiglie che se ne prendono cura, oltre che di illustrare i progetti volti ad agevolarne la vita. L’istituto Fermi è, per esempio, impegnato nella creazione di sportelli per ragazzi affetti da dislessia o da altre difficoltà di apprendimento, con il sostegno di psicologi ed esperti in materia. Un altro istituto, il Guarini, è invece coinvolto in iniziative che vedono protagonisti gli studenti; l’obiettivo è quello di presentare progetti di rimozione delle barriere architettoniche dell’istituto Fermi, non sempre di facile accesso per le per le persone con minore autonomia. Altri interventi sono stati di stampo più informativo: a partire dalla Convenzione dell’Onu sui diritti delle persone con disabilità, alla figura dell’amministratore di sostegno, fino ad arrivare alla trattazione dei problemi che più preoccupano i genitori di persone disabili, ovvero il futuro dei loro figli. Con l’intervento dell’ingegnere Simone Soria e di sua moglie Eri Ueno la conferenza ha tuttavia compiuto una svolta. Soria è affetto da una paralisi cerebrale infantile che non gli permette di parlare fluentemente né di muoversi in autonomia. Ma la disabilità non gli ha impedito di diventare il presidente dell’azienda modenese Aida, che produce tecnologie in grado di far comunicare persone con disabilità motorie gravi. Il moderatore della conferenza Carlos Dana, anche lui affetto da disabilità motoria, ha così commentato l’intervento di Soria: «Abbiamo fin'ora parlato di ciò che la persona disabile o di chi si occupa di lei aveva bisogno, vedendola solo come qualcuno che ha bisogno di riceve attenzioni, servizi, aiuto. Simone ci ha dato invece un messaggio importante: una persona disabile non solo riceve, ma è anche capace di dare».

Eleonora Degoli

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