Dronitaly, il futuro è atterrato a Modena
La due giorni in fiera a Modena propone le novità sugli oggetti volanti che saranno sempre più diffusi e utilizzati in numerosi settori
MODENA «L’ho fatto arrivare al tetto!». L’entusiasmo di una bambina sintetizza il clima di scoperta che si può vivere fino a oggi in Fiera. Un viaggio alla scoperta di un mondo in evoluzione, ricordato sin dal nome dell’evento: Dronitaly.
LE MERAVIGLIE TECNOLOGICHE Dall’ingresso al padiglione A gli occhi volteggiano in diverse direzioni. Dall’altro lato la gabbia in cui la giovane Annamaria Sarti ha provato un drone da 99 euro. «Ne abbiamo già uno in casa - riconosce il padre Fabio, giunto con la famiglia apposta da Grosseto - e abbiamo messo del polistirolo per coprire le eliche». «Si possono fare anche foto e video», riprende la figlia dopo aver giocato con il velivolo telecomandato.
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Lo stesso fanno i piloti nell’Arena. Un circuito in cui tanti appassionati si sfidano in una prova tra destrezza e velocità. «Serve semplicemente la passione - chiarisce Riccardo Italia - e la voglia d’imparare. È una disciplina nuova in cui i droni possono raggiungere i centocinquanta chilometri orari. Se li guidi in piedi devi essere abituato perché altrimenti con qualche “loop” sbandi». Il “loop” è il giro della morte ed è bene essere assicurati al terreno per non fare danno. Già, perché questi droni si guidano con occhiali speciali: ricevono immagini dai velivoli, indirizzati con movimenti della testa. Sono costruiti direttamente dai piloti, veri e propri ingegneri “fai da te”. I pezzi li hanno comprati in rete, spendendo cifre dai trecento ai mille euro.
I PROFESSIONISTI «Serve abbastanza studio - garantisce Nicolò Garbetta - soprattutto di elettronica». Passare al padiglione C vuol dire lasciare alle spalle il “Fun” ed entrare nel mondo “Pro”. Dai modelli telecomandati per divertimento si trovano altri impiegati in crisi, come il terremoto in Centro Italia. «È stato adoperato un velivolo a decollo verticale - spiega Simone Pede, ingegnere del settore ricerca e sviluppo di Pro S3 - perché l’altro ha bisogno di circa cento metri per partire». Il secondo è un aereo in miniatura con un simbolo dei vigili del fuoco su un’ala. «I droni possono andare dove per le persone può essere un pericolo arrivare», riconosce Michela Musoni, amministratore unico di North West Service.
«Sotto i tre chili un drone non può partecipare a operazioni critiche», spiega Martina Palamara allo stand di Delta Drone. «Li usiamo per topografia, sorveglianza e agricoltura - aggiunge Romain Da Costa, direttore alla vendita per l’Europa della stessa azienda - e il pilota deve ricevere un corso di preparazione». Gabriele Farina
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