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Galli (Fi) al prefetto: «Caleidos non può abbandonare i profughi»

Galli (Fi) al prefetto: «Caleidos non può abbandonare i profughi»

«Dichiarazioni gravi che se attuate creerebbero gravissime ripercussioni sui comuni delal provincia che entrerebbero rapidamente in crisi. Per questo chiedo a lei signora Prefetto di intervenire»....

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«Dichiarazioni gravi che se attuate creerebbero gravissime ripercussioni sui comuni delal provincia che entrerebbero rapidamente in crisi. Per questo chiedo a lei signora Prefetto di intervenire».

Questo in sintesi l’appello contenuto nella lettera aperta che il capogruppo di Forza Italia in consiglio, Andrea Galli, ha inviato al prefetto Paba e per conoscenza al presidente della provincia Gian Carlo Muzzarelli.

«Apprendo dell'intenzione della Cooperativa Caleidos di "lasciare in strada" gli oltre mille clandestini giunti in Italia soprattutto all'interno del Programma "Mare Nostrum" e dalla stessa Cooperativa gestiti in strutture proprie o locate. - esordisce Andrea Galli - La dichiarazione di Caleidos, con motivazioni comprensibili ma non giustificabili, la ritengo assolutamente grave e foriera, se messa in atto, di gravi disagi per i clandestini ospiti, per i vari Comuni sede delle strutture ospitanti e per la Società Civile che rapidamente entrerebbe in crisi davanti a centinaia e centinaia di persone abbandonate a se' stesse e preda di problematiche di facile evidenza ma di difficile soluzione».

E prosegue: «Chi scrive ritiene un errore l'impostazione data negli ultimi 2/3 anni all'accoglienza indiscriminata che ha portato centinaia di migliaia di persone in Italia, prive dei pur minimi requisiti per poter accedere a Programmi SPRAR o a qualunque forma di accoglienza a partire dal Paese d'origine in cui non esiste nessuna guerra o da numerose altre Nazioni anche di altri Continenti; la qualifica di "migranti economici" non dovrebbe essere, sempre a mio avviso, giustificazione per la raccolta di clandestini a 20 chilometri dalle Coste libiche e a centinaia da quelle italiane. Oggi la cooperativa Caleidos lamenta il mancato pagamento da parte del Ministero di oltre 4,5 milioni di euro, somme importanti in grado di mettere in difficoltà i suoi bilanci e davanti a questi ritardi ha, crede di avere, come unica soluzione quella di mettere in strada i clandestini ospiti».

Di fronte a questo quadro Galli fa un paio di rilievi: «l'evidente preponderanza della motivazione economica dietro all' "accoglienza" di Caleidos che fa passare in secondo piano, ammesso che fosse presente, la motivazione sociale che dovrebbe muoverla; analoghe tracotanti "minacce" non mi pare siano giunte da altri Enti/Associazioni presenti sul Territorio, a partire dai vari Comuni anch'essi in difficoltà»

In secondo luogo - prosegue - « che i ritardi nei pagamenti da parte del Ministero nei confronti di Caleidos sono nulla in confronto ai ritardi nei pagamenti da parte dello Stato e degli Enti pubblici ai propri fornitori per oltre, 60 miliardi di euro, e ritardi anche di due anni; anche queste Aziende hanno i bilanci in difficoltà e rischiano chiusure e fallimenti ma non minacciano il caos nelle strade italiane».

Da qui la la lettera perchè, «oltre a ritenere stupefacente ed irresponsabile quanto adombrato da Caleidos, ritengo indispensabile rintuzzare velleità del genere a costo d'inviare diffide nel mettere in atto tale "abbandono"; l'eventualità di ritardi doveva essere tenuta presente nella valutazione economica da parte di coloro che in questi ultimi due anni, come la Rana di La Fontaine, si sono ingrandite gestendo questa Emergenza e che oggi, pazientemente, devono gestirla».

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