Il No che unisce la... Sinistra
Fas, Per Me Modena e Sel insieme perchè si parli della riforma
Un ordine del giorno congiunto per chiedere che al centro del dibattito cittadino ci sia il referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre. Il documento sarà presentato, in Consiglio Comunale a Modena, da Futuro a Sinistra, Per Me Modena e Sel con lo scopo di fare conoscere agli elettori quali sono i veri contenuti proposti dalla riforma in quanto tra due mesi saranno chiamati a scegliere tra il “Si” e “No”. Uno schieramento unico per i tre partiti che oltre a rappresentare le anime della maggioranza e dell'opposizione tra le file politiche cittadine, fanno fronte comune sul “No” alla riforma costituzione così come è stata pensata. Secondo Francesco Rocco di Futuro a Sinistra, Memi Campana di Per Me Modena, e Marco Cugusi di Sel, le amministrazioni locali non stanno facendo una adeguata informazione sul referendum. «Noi chiediamo ai comuni che mettano i cittadini nelle condizioni di decidere liberamente come votare questa riforma costituzionale; poi sarà capacità del fronte del No o del Si promuovere i contenuti che ritengono più opportuni" spiega Cugusi. L'importanza del referendum day è sottolineata dai tre rappresentati politici modenesi e per questo chiedono al Comune che ci siano dei consigli aperti ai cittadini e che le sale comunali siano messe a disposizione, a titolo gratuito, ai comitati», sottolinea Rocco. Due le preoccupazioni espressamente dichiarate. La prima: sbaglia anche chi vota “No” solo per fare un dispetto a Renzi «sarebbe gravissimo, commenta Cugusi, se accadesse. A me piacerebbe che votino “No” perché l'elettore pensa che questa modifica costituzionale sia sbagliata». La seconda riguarda la riforma in senso stretto «siamo convinti che, dichiara Campagna, sia fortemente peggiorativa delle condizioni di organizzazione della vita politica in Italia» anche se, è il pensiero dei tre, «i problemi dei cittadini non sono i tecnicismi del cambiamento costituzionale». L'opinione comune è che questo cambiamento ricalchi la riforma presentata nel 2006 dal Governo guidato da Silvio Berlusconi. A margine della conferenza stampa non sono mancati i commenti circa le dimissioni di Paolo Trande da capogruppo Pd in Consiglio dovute a posizioni divergenti sul referendum. «Sono dimissioni che danneggiano molto di più il Pd», sostiene Francesco Rocco che aggiunge «Paolo è un grande medico, un grande politico, un grande uomo ed è molto più serio del suo partito». (m.e.m.)
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