Gazzetta di Modena

Modena

Mango Store “libera” le opere di Cappelli

di Michele Fuoco
Mango Store “libera” le opere di Cappelli

Finalmente visibili. Le cinque pitture murali di Evaristo Cappelli sono state liberate dai pannelli luminosi pubblicitari nei Magazzini Mango, in pieno centro storico, e possono essere ammirate dal...

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Finalmente visibili. Le cinque pitture murali di Evaristo Cappelli sono state liberate dai pannelli luminosi pubblicitari nei Magazzini Mango, in pieno centro storico, e possono essere ammirate dal pubblico. La Gazzetta aveva denunciato, in marzo scorso, su segnalazione del medico Paolo Ballestrazzi e dell'editore Pietro Guerzoni, l'occultamento delle opere che l'artista formiginese, morto a Modena nel 1951 all'età di 83 anni, aveva realizzato nei primi decenni del secolo scorso. A sollecitare l'intervento della Soprintendenza e del Comune erano stati anche nostri lettori, tra cui Giuseppe Perini, appassionato di storia locale, che ritenevano assurdo che gli affreschi potessero essere coperti da gigantografie pubblicitarie. Ora la “liberazione” dagli ingombranti pannelli restituisce le belle opere, poste sulle pareti dello scalone, tra il pianoterra e il primo piano del palazzo di proprietà di Bper Banca, allo sguardo dei clienti dei magazzini che, forse, possono diventare luogo di attenzione da parte di tanti amanti dell'arte modenese tra Otto e Novecento. Del resto la pittura di Cappelli sa raccontare l'anima dei luoghi, dando possibilità narrative al paesaggio per una viva trama d'intesa con l'osservatore. Forte è il legame dell'artista con Modena, come esprime al centro l'opera raffigurante piazza Grande con il Duomo e la scena del mercato. Parlano di corrispondenze affettive, alle due estremità, anche il Panaro (a sinistra) e il Secchia ai quali Cappelli conferisce persino una dimensione umana, quasi a voler caratterizzare di stati d'animo il paesaggio, a trovare corrispondenze tra lo scorrere della vita dell'uomo e quella dell'acqua. All'ascolto amichevole con la natura si prestano le altre due opere, dal titolo “l'Alpe” che gode della presenza di un pastore col il suo gregge, e “il Piano” che si pone come una vasta distesa tra il verdeggiare (mucche al pascolo) e il quieto dispiegarsi verso l'orizzonte del cielo. Opere di tutto rispetto dell'artista che costituiscono testimonianza di un progetto creativo che trova connessione con la realtà del territorio, grazie ad una pittura di definizione formale e carattere di senso di cui l'artista caratterizza suoi lavori, come “L'Allegoria della primavera” nella volta dell'atrio di Palazzo Fantini, in corso Vittorio Emanuele II a Modena, nei soggetti religiosi del catino absidale e della cupola della chiesa di S. Celestino a Castelnuovo.

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