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Nuove ombre sul futuro di Gardenia

Nuove ombre sul futuro di Gardenia

I numeri non rispettano il Piano previsto dal concordato nonostante il riconosciuto impegno. Perplessità sui Bonezzi

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Qualche luce ma anche parecchie ombre stanno di nuovo oscrurando la situazione della ceramica fioranese Gardenia Orchidea, a un anno dalla richiesta di concordato e a poche settimane dall'assemblea dei creditori che dovrà ratificarlo.

Lo stato di agitazione proclamato dai sindacati nei giorni scorsi aveva già dato un chiaro segnale ma nel frattempo è emersa anche una lettera con cui pochi giorni fa il commissario giudiziale del concordato di continuità do Gardenia Orchidea, Anselmo Sovieni, ha aggiornato la situazione e soprattutto ha chiesto integrazioni e la soluzione di diverse questioni aperte.

Il primo punto, che d’altra parte era già stato sottolineato anche dai sindacati, riguarda l'impianto per i prodotti da rivestimento, che non era nemmeno previsto dal piano concordatario. I vertici di Gardenia Orchidea hanno però voluto questo nuovo impianto sostenendo che era strategico e adesso, a quanto pare, hanno fatto marcia indietro. Il commissario Sovieni in questa lettera rimprovera altre cose: la nomina di un nuovo direttore generale, avvenuta senza dargliene informazione, nonostante fosse stato richiesto proprio da lui stesso un rinnovamento ai vertici. E ancora più strana e contestata dal curatore è la presenza, che viene definita anomala, del socio di riferimento Massimo Bonezzi e del padre Angelo all’interno dell’azienda «senza alcun giustificato motivo».

Ma è soprattutto la situazione economico-patrimoniale a presentare luci e anche ombre: non è in discussione, pare, l'impegno che è stato profuso dall'azienda nelle difficili operazioni di rilancio. Periodicamente Gardenia Orchidea informa con comunicati appositi della propria partecipazione a fiere in tutto il mondo, delle nuove linee di prodotto e del lavoro della sua rete commerciale. I risultati però non sarebbero ancora quelli attesi: positivo viene giudicato dal curatore il rispetto di quanto previsto nel Piano in termini produttivi, anzi c'è un netto aumento, ma il fatturato è in calo rispetto al budget: mancano all’appello circa 6 milioni di euro, 26 milioni a fine agosto contro i quasi 32 milioni che erano stati previsti nel Piano.

Il margine operativo lordo in questi mesi passa a 1,2 milioni rispetto agli 1,5 previsti dal Piano. Curatore e sindacati infine considerano non del tutto chiare le strategie di rilancio ed evidenziano che Gardenia ha bisogno di risultati anche nell'immediato, soprattutto per mantenere in equilibrio i rapporti con i grandi creditori, i fornitori di energia e materie prime, quelli che lo scorso anno fecero mancare il loro apporto determinando di fatto la grave crisi.

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