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A Modena il Percorso Natura con il “superponte”

A Modena il Percorso Natura con il “superponte”

A S. Donnino di Modena si installa l’attraversamento ciclopedonale sul Fiume Panaro: opera lunga 160 metri. Apre a novembre

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MODENA Arriva un ponte ciclopedonale di 160 metri - uno dei più lunghi nel Modenese e non solo - sul fiume Panaro, utilizzabile tra poco più di un mese dagli appassionati delle due ruote. Sarà percorribile entro novembre.

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 I LAVORI L'opera, di cui ieri è stata posizionata la parte centrale di 70 metri attraverso una gru alta decine di metri, è parte del percorso natura della ciclabile che unisce San Donnino, all'altezza di strallo Barca, con San Cesario. L'infrastruttura, del costo di 500 mila euro, è una delle tre previste nel progetto di collegamento tra le due sponde del Panaro (le altre sono lunghe 45 metri). Il ponte sul Panaro rappresenta l'intervento più significativo tra quelli previsti nella convenzione siglata da Autostrade per l'Italia e Comune di Modena per la realizzazione di opere di mitigazione e compensazione ambientale per i lavori di costruzione della quarta corsia dell'autostrada A1 tra Bologna e Modena. Il finanziamento complessivo per la sistemazione ambientale e riforestazione di territorio a seguito di quei lavori è pari a 826 mila euro, usati per mantenere in buone condizioni l'area di interesse ambientale e di pregio naturalistico. Un secondo stralcio del progetto, inoltre, riguarderà in futuro il collegamento tra il centro abitato di San Donnino e il percorso natura che immette sul ponte.

«Il nuovo ponte - spiega l'ingegner Bruno Dettori, responsabile dei lavori - è in acciaio e poggia su 4 appoggi in cemento armato. La lunghezza complessiva di 160 metri è suddivisa in tre campate di 45, 70 e 45 metri oltre alle rampe di accesso. La struttura riprende la tipologia della trave a cassone usata in passato nella costruzione dei ponti ferroviari. La parte centrale l'abbiamo già realizzate e le caratteristiche sono quelle di ogni ponte. Non abbiamo trovato particolari problemi, abbiamo prima eseguito una completa analisi della conformazione del bacino del Panaro in modo che fosse possibile poi posizionare con estrema precisione gli appoggi. Mi pare che la preparazione sia stata estremamente puntuale e utile quando abbiamo realizzato il ponte secondo il progetto».

Nel cantiere ieri era presente anche l'assessore Gabriele Giacobazzi, Lavori pubblici: «Il ponte che collega due percorsi ciclopedonali - dice - è piuttosto impegnativo come lavori e come costo. Risorse legate al vecchio accordo da autostrade per l'Italia. Abbiamo avuto una piccola difficoltà legata a esproprio, tutto sarà pronto per il 2017. Abbiamo pensato anche alla sicurezza dei ciclisti: essendo extraurbano non c'è illuminazione, troppo costosa, e quindi consiglio di fare il percorso in gruppo almeno in orari serali».

Stefano Luppi

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