Pistoni riapre la strada al rimpasto
L’autunno apre a un nuovo giro di consultazioni interne alla maggioranza, consigliere dopo consigliere, come era già successo, senza grandi risultati per la verità, in primavera. Dopo la mini-Leopolda...
L’autunno apre a un nuovo giro di consultazioni interne alla maggioranza, consigliere dopo consigliere, come era già successo, senza grandi risultati per la verità, in primavera. Dopo la mini-Leopolda del Circolo Tassi a inizio settembre, che non ha portato sul tavolo grandi novità ma si è tradotta più che altro nel punto della situazione a metà mandato, è arrivata infatti una riunione di maggioranza, questa volta dedicata ai consiglieri comunali e non, aperta a chiunque facesse parte dello schieramento di centrosinistra (direttivo, rappresentanti nelle liste non eletti). In questa occasione Claudio Pistoni (nella foto) ha ribadito di volersi liberare almeno di un paio di deleghe, per scaricarsi da un po’ di lavoro e anche per dare un nuovo impulso alla seconda metà della legislatura. Infatti è stato chiesto stavolta ai consiglieri di portare nuovi temi da mettere sul tavolo, fra quelli che si sono messi in evidenza in questi primi due anni e mezzo di mandato e che magari non erano nel programma iniziale. Non è chiaro però come Pistoni intenda liberarsi delle deleghe, in particolare Urbanistica e Lavori pubblici. È questo che emergerà dalle consultazioni con i singoli consiglieri: perché se resta in piedi l’ipotesi iniziale, quella cioè di affidare il lavoro ad assessori già facenti parte della giunta (in particolare a Sonia Pistoni che di fatto i Lavori pubblici li segue già, o a Mimma Savigni, vicesindaco), non sembra tramontata neanche l’idea di un allargamento della giunta con apertura a sinistra, in particolare a Sel, come da mandato del Pd provinciale. Al primo giro, avanzata la proposta ai consiglieri, Pistoni incassò parecchi no e dovette soprassedere. In particolare le posizioni diametralmente opposte fra il Pd (o almeno parte di esso) e Sel sul referendum costituzionale venivano considerate un fattore di difficile convivenza in giunta. Adesso però la data del referendum si avvicina e quindi pensare a un assessore di sinistra a inizio 2017 non è così assurdo. Fra l’altro è proprio verso sinistra che il Partito democratico, a Sassuolo come nel resto d’Italia, rischia di vedere un’emorragia di iscritti e rappresentanti, quelli meno convinti dalla politica renziana. (g.b.)
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