Poste, reintegrata la funzionaria
I giudici cancellano l’arresto. Chi ha rubato i soldi ai risparmiatori?
FORMIGINE. Il tribunale del Riesame ha accolto l’istanza dell’avvocato Gianpaolo Verna e ha disposto la revoca degli arresti domiciliari per la funzionaria “infedele” di Poste italiane. La donna da lunedì potrà quindi tornare a lavorare in ufficio, ovviamente non a Formigine, ma al quartier generale di Modena dove era stata trasferita fin dall’ottobre 2015, quando le indagini della Polizia postale avevano imposto un ricambio complessivo degli addetti formiginesi. Ma nonostante il trasferimento di massa qualcuno ha continuato a “lavorare” da Formigine come evidenzia l’ordinanza di carcerazione emessa dal gip di Bologna. C’è infatti un’operazione sospetta avvenuta nell’aprile 2016 - quando la donna non era più operativa in città - che getta dubbi sulle responsabilità individuali. Ed è stato questo l’elemento, sollevato dall’avvocato Verna, che ha convinto i giudici. In sostanza la funzionaria non può reiterare il reato in quanto non più operativa nella sede formiginese, ma allo stesso tempo potrebbe essere in libertà qualcun’altro di funzionale al sistema, che aveva prosciugato i conti di una quindicina di clienti, tra cui un pensionato del posto a cui erano stati sottratti circa 450mila euro. Un tema che andrà approfondito dagli inquirenti, ma che sarà importante anche nel corso del giudizio a cui la dipendente di Poste sarà sottoposta. (fd)
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