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Slot machine nei locali, giro di vite

Slot machine nei locali, giro di vite

Il Comune sta disponendo regolamenti che ne limitino l’orario di funzionamento

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Riduzione della Tari per i locali che rinunciano alle slot machine e una mappatura, il più precisa possibile, di tutti i dispositivi e strumenti inerenti al gioco d'azzardo presenti nel Comune di Modena. È quello che sta facendo l'amministrazione locale che ha in cantiere anche una ordinanza/regolamento sugli orari di utilizzo delle stesse macchinette. Documento che dovrebbe entrare in vigore entro la fine dell'anno. È quanto annunciato dall'assessore alla promozione della legalità Andrea Bosi, in apertura lavori della giornata di formazione che si è svolta a Modena, dal titolo “Il ruolo degli enti locali nel contrasto al gioco d'azzardo ed alla ludopatia”.

L'amministrazione si sta muovendo su due fronti «il primo è la sensibilizzazione al tema anche attraverso la collaborazione con le associazioni - ha spiegato l'assessore - il secondo sono le ordinanze/regolamenti comunali che limitino l'orario di funzionamento delle slot». Capitolo a parte merita lo sconto sulla Tari perché l'azione non ha portato i frutti sperati dalla stessa amministrazione. Sono pochi i titolari dei locali pubblici che hanno scelto di aderire alla "campagna" del Comune, in tanti hanno preferito mantenere le slot perché a conti fatti conviene di più: il guadagno, infatti, è di circa mille euro al mese, una cifra che incide di più sul bilancio rispetto alla riduzione della imposta.

«Questo della Tari è uno strumento che da solo non è stato in grado di rispondere al problema del gioco d'azzardo» ha commentato Andrea Bosi. Stando agli ultimi dati forniti dal Servizio dipendenze patologiche dell'Ausl di Modena, nel territorio comunale ci sono circa 70mila giocatori, tra i quali 2-3 mila sono “patologici”; da una indagine, che ha preso in esame i debiti da gioco, è emerso che su un campione di 61 persone, preso in esame dall'azienda sanitaria dal 2008 al 2011, in 8 avevano un debito di oltre 100mila euro; in 4 tra i 50mila e i 100mila. Numeri che fanno capire qual è la dimensione del problema che, nel tempo, è diventato sociale.

«Negli ultimi anni - ha spiegato Giulio Marotta, curatore dell'Osservatorio parlamentare per la parte connessa al gioco d'azzardo, tra gli amministratori è cresciuta la consapevolezza della gravità del fenomeno e, di conseguenza, la necessità di adottare misure per contenere l'offerta. Possiamo dire che stanno arrivando i primi frutti». L'incontro è il primo di 5 appuntamenti e fanno parte di un progetto, co-finanziato da Regione e Comune, che riguarda soprattutto la realtà modenese e oltre al corso di formazione prevede di avviare anche approfondimenti giuridici.

Maria Elena Mele

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