Ex Manifattura, resta solo Muzzarelli
La Cassa Depositi e Prestiti coi costruttori dal sindaco per evitare il crac. Dieci milioni ancora da pagare ai fornitori
Il sindaco Gian Carlo Muzzarelli diventa l'ago della bilancia per il possibile salvataggio dell'ex Manifattura Tabacchi, società immobiliare caricata di pesanti debiti in bilancio.
È lo scenario che si è delineato dopo che, giovedì scorso, la società “Quadrifoglio” - proprietaria dell88% del complesso immobiliare tra viale Monte Kosica e via sant’Orsola - ha annullato un Cda previsto da tempo. Si doveva decidere dell'eventuale messa in liquidazione della società stessa, dunque del fallimento milionario del principale progetto urbanistico di recupero in città degli ultimi vent'anni.
Ora, invece, tutto si sposta da Roma - dove ha sede la Quadrifoglio composta al 50% da Cassa Depositi e Prestiti e al 50% da coop e società edili locali - a Modena.
Mercoledì prossimo, infatti, i vertici di Quadrifoglio e il sindaco si ritroveranno in municipio per fare il punto e soprattutto cercare una via d’uscita per evitare di consegnare i libri contabili in tribunale. Il sindaco avrà un asso nella manica?
Al momento è difficile dirlo. Certo è che con quattro quinti di invenduto a due anni dalla sua ristrutturazione la Manifattura è “tecnicamente” fallita. Bisognerà vedere ora se e come salvare il salvabile anche tenuto conto che una decina di famiglie e un farmacista hanno acquistato spazi nello stabile. Una situazione pericolosamente in bilico.
Restano quindi al momento aperte due ipotesi, entrambe alquanto rischiose anche per la riqualificazione del quartiere Tempio-Stazione. Se la Quadrifoglio fallisce chissà per quanti anni lo stabile da migliaia di metri quadrati resterà vuoto. Senza contare che la parte novecentesca dell'ex Manifattura - sull'altro lato della piazza decorata con l'alta ciminiera e il cavallo di Paladino - resterà nell'attuale degrado per chissà quanto tempo. Ma se la Quadrifoglio resiste qualcosa dovrà necessariamente cambiare: l'azienda sarebbe ancora esposta per una decina di milioni di euro con le aziende che hanno lavorato all'imponente cantiere. Senza contare che dovrà contribuire agli alti costi del condominio, visto che oggi Quadrifoglio ha un ulteriore debito di 89mila euro e paga le rate solo a seguito di atti ingiuntivi dell'avvocato. E si riusciranno a vendere quasi settanta appartamenti, i negozi e gli uffici a due passi dalla stazione? Tempo pochi giorni e se ne saprà di più.
Una mattinata passata in zona Manifattura denota una situazione ormai al limite. La zona ristrutturata, con finiture di pregio soprattutto dentro gli appartamenti che vanno dai 60 agli oltre 200 metri quadrati, risulta tristemente vuota. È infatti abitata solo da una decina di famiglie, una farmacia, un laboratorio medico. Il resto dell'area, quella più moderna sull'altro lato della piazza delle Paltadore con l'alta ciminiera, è in un degrado pauroso. Quasi a rischio crollo se si continua con la situazione attuale.
E l'area moderna - se lo si vuole - è facilmente accessibile: vero è che oggi ci sono vari lucchetti a chiudere tutto, ma lo scorso anno la “Gazzetta” documentò la presenza di balordi e drogati proprio lì dentro. Insomma degrado puro, a due passi da appartamenti che si vogliono fiore all'occhiello dell'intera città. E invece ancora oggi tra gli sterpi si vedono tracce di “vita” come bottiglie, fazzoletti di carta, addirittura un seggiolino per bambini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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