Furbetti su due ruote fate attenzione: anche a Modena le multe sono salate
Assenza di luci, viaggi contro-mano, guida con telefonino, in aumento comportamenti pericolosi: ecco le sanzioni
MODENA. Passaggio con il semaforo rosso: 163 euro; utilizzo cellulare o auricolari per la musica: 161 euro; circolazione in senso opposto: 41 euro. Sono alcune sanzioni previste per i ciclisti che non rispettano il codice della strada. Sanzioni che sono in vigore anche a Modena e che in qualunque momento la polizia municipale potrebbe elevare ai ciclisti indisciplinati e dai comportamenti scorretti. Comportamenti, alquanto frequenti a dire il vero. L'elenco ne prevede altre che vanno dal trasporto dei bambini al transito su strada dove c'è la pista ciclabile, dal condurre gli animali all'utilizzo dei dispositivi di illuminazione soprattutto nelle ore serali, questi ultimi sono elementi essenziali per vedere il tragitto che si percorre e, soprattutto, per essere visibili agli automobilisti.
Nell'ultima campagna sull'uso corretto della bicicletta portata avanti dalla Polizia Municipale di Modena, svoltasi dall'11 al 22 luglio scorso, sono state 6 le multe elevate perché i ciclisti controllati, su 162 accertamenti, non erano in possesso di luci, catarifrangenti o indumenti che li rendessero visibili. «L'iniziativa aveva lo scopo di verificare sia il rispetto delle norme di comportamento da parte dei ciclisti che il rispetto degli altri utenti della strada nella tutela dei velocipedi» spiega Andrea Piselli, commissario della Polizia Municipale. È utile sapere che la lista dei dispositivi obbligatori è divisa «tra le attrezzature che sono sempre obbligatorie, chiarisce il commissario, ne fanno parte il campanello e i freni, avere questi ultimi sembra una cosa scontata in realtà spesso ci siamo imbattuti in ciclisti che ne erano privi. In un'altra lista ci sono le luci anteriori e posteriori che devono essere sempre presenti, anche se è diverso l'utilizzo tra la mattina e la sera».
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Il consiglio è averli sempre soprattutto per ragioni di sicurezza. Si tratta di piccoli accorgimenti che garantiscono l'incolumità del ciclista anche dai rimproveri degli automobilisti che potrebbero accorgersi solo all'ultimo minuto della presenza del velocipede. Altro aspetto che un ciclista può non considerare come infrazione è percorrere la strada in senso inverso (art. 7 codice della strada), quella che, comunemente, viene classificata come contromano "in realtà quest'ultimo avviene quando uno si immette nella carreggiata opposta di una strada divisa da carreggiate separate, come ad esempio in tangenziale (regolato invece dall'articolo 143)" sottolinea Andrea Piselli. In entrambi i casi anche per il ciclista scatta la multa nel primo ammonta a 41 euro mentre nel secondo 270,90 euro e, segnala il commissario della Polizia Municipale, «anche a Modena è capitato fermare alcuni ciclisti che percorrevano la tangenziale contromano; questo fa capire che c'è una graduazione delle violazioni che ha degli eccessi in alcuni casi anche clamorosi». Nel novero delle multe anche l'uso della bicicletta quando si è un po' alticci (come stabilito dalla Suprema Corte con la sentenza n. 4893 del 2 febbraio 2015) in questo caso gli articoli di riferimento sono il 46, 47, 50 e 140 del Codice della Strada. Oltre la multa il ciclista indisciplinato può incappare anche in una denuncia, ma a differenza degli automobilisti alle sanzioni pecuniarie non si aggiungono quelle accessorie. «La prima è comune ad entrambi mentre quella accessoria è distinta per i tipi di veicoli che vengono condotti e i requisiti che servono per questi», evidenzia Piselli che fa l'esempio «se uno commette una violazione per la quale sono previsti punti della patente, i punti vengono tolti solo se per condurre quel veicolo la patente è necessaria. Quindi nel caso di un ciclista il capitolo che riguarda la sospensione o il ritiro della patente non esiste». Sarebbe una ingiustizia plateale per ammissione dello stesso commissario.
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