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«Così si esporta il made in Italy»

«Così si esporta il made in Italy»

Silvia Fait di Confimi spiega le tutele per le aziende e annuncia un seminario

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Piccole imprese italiane che diventano fornitori di grandi multinazionali. Marchi reggiani o modenesi che sfidano distanze e burocrazie sconosciute creando avamposti vincenti in Corea, in Messico o in Iran. L'internazionalizzazione non è più una chimera per le piccole e medie imprese, sono diverse le testimonianze vincenti che inducono a guardare ai mercati lontani come una reale possibilità per fare business. Proprio in considerazione di questi presupposti, l’Ufficio Internazionalizzazione dell’associazione Confimi Emilia, in stretta sinergia con lo Studio D’Antonio, dopo il successo dei primi eventi, ha organizzato il quinto incontro formativo, aperto a tutti gli associati, con l’obiettivo di fornire, ai partecipanti, puntuali strumenti per potere operare con i mercati esteri.

L’incontro, che si terrà martedì 18 ottobre alle 17 presso la sede di Confimi Emilia a Modena, si pone l’obiettivo di fornire strumenti utili alle imprese quando si trovano nella necessità di sottoscrivere un contratto di agenzia con un soggetto estero.

Un argomento particolarmente delicato, che interessa a tutti coloro che sentono il desiderio di proporre il proprio prodotto anche ai mercati europei ed extraeuropei. Dalle norme, alla possibilità di applicare la legge italiana ai contratti d'agenzia estera, alle principali formule di sinergia con agenti di commercio internazionali. Abbiamo parlato di tutto questo con la dottoressa Silvia Fait, responsabile Area Internazionalizzazione di Confimi Emilia.

Un numero veramente ampio di imprese italiane lavora sul mercato attraverso agenti di commercio, perché questo seminario può risultare importante a chi si affaccia ai mercati d'oltre confine?

«Oggi guardare a mercati diversi da quello nazionale - risponde Silvia Fait - è quasi doveroso anche per le piccole e medie imprese rappresentate da Confimi Emilia. Sono diverse le problematiche che intendiamo spiegare ai nostri utenti, il nostro scopo è strettamente operativo: la mission di questo momento di formazione è di fare comprendere che già in Europa si seguono due alternativi modelli di contratto di agenzia, che comportano differenti valutazioni all’impresa che li sottoscrive con l’agente. Sono differenze sostanziali, è nostro compito formare e istruire l'imprenditore e il suo personale».

Quindi più che parlare di profili prettamente giuridici vanno privilegiati gli aspetti più operativi?

«Cercheremo di dare degli strumenti utili, concetti fondamentali da utilizzare subito nelle eventuali trattative con l'estero. Non ci occuperemo solamente di aspetti giuridici ma anche di questioni estremamente pratiche. Nel corso dell’incontro, il dottor D’Antonio, consulente esperto di contrattualistica internazionale, ripercorrerà la corretta struttura di un contratto di agenzia internazionale, ma la finalità principale è proprio quella di ragionare sulle soluzioni utili e pratiche che vanno trasferite nei punti fondamentali di quel contratto».

Il rapporto contrattuale con un agente di commercio è forse uno dei più conosciuti e utilizzati anche dall'imprenditore delle piccole e media imprese.

«In generale è assolutamente vero. Quello che spesso le imprese non considerano è che in altri mercati, anche europei, i tribunali seguono nell’interpretazione del contratto di agenzia, in caso di controversia, i loro criteri di interpretazione anche se il contratto viene regolato dalla legge italiana, ad esempio».

Cosa possono fare le nostre imprese per tutelarsi in caso di controversia in terra straniera?

«Esistono diversi livelli di soluzione, che vedremo appunto nel corso che abbiamo predisposto; alcune soluzioni più legate a come vengono strutturate le clausole, altre che prevedono dei meccanismi di tutela più rafforzati per l’imprenditore, per arrivare ad eventuali scelte sulla legge che regola il contratto, questo naturalmente dove risulti possibile».

Possiamo definire questo corso estremamente pratico e diretto?

«Si tratta di una lezione molto snella e concreta, fa comprendere perché stare in guardia quando bisogna firmare un contratto con un agente di commercio estero, quali sono le parti del contratto da curare bene nella redazione, e infine una panoramica sulle differenze principali che esistono tra un mercato estero e l’altro, prendendo in considerazione i mercati principali dove si esporta maggiormente».

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