Festa per 112 nuovi ricercatori «Risorsa per il nostro Ateneo»
La Notte Europea dei Ricercatori dell'Università degli Studi di Modena si è aperta con la proclamazione di 112 nuovi dottori di ricerca al servizio del nostro Ateneo. Per loro una cerimoania solenne,...
La Notte Europea dei Ricercatori dell'Università degli Studi di Modena si è aperta con la proclamazione di 112 nuovi dottori di ricerca al servizio del nostro Ateneo. Per loro una cerimoania solenne, con intervento del rettore e la proclamazione dei Dottori, da parte del Magnifico Rettore, con la consegna delle pergamene e il lancio dei tòcchi accompagnato del "Gaudeamus Igitur", l'inno di tutte le accademie universitarie del mondo. «L'obiettivo di un Dottorato è quello di fornire le competenze necessarie per esercitare attività di ricerca di alta qualificazione presso Università, laboratori di ricerca, enti pubblici, aziende e strutture private - commenta il Rettore di Unimore Angelo O. Andrisano -. La cerimonia di oggi, rappresentando un'opportunità di incontro tra studiosi universitari e cittadinanza, si inquadra nella Terza Missione dell'Ateneo. Lo spirito dell'iniziativa, oltre al pubblico riconoscimento che viene dato ai nostri giovani studiosi, è quello di fornire al mondo interessato l'opportunità di inserire al proprio interno giovani di grande competenza, che in molti casi presentano un profilo internazionale, avendo tutti arricchito il proprio percorso formativo con esperienze maturate nei laboratori e nelle università estere.».
Il professor Giuseppe Boriani, ordinario di Cardiologiaha affrontato il tema della ricerca prendendo spunto dall'esperienza in campo cardiovascolare. «La ricerca clinica continua a richiedere un mix sapiente di osservazione, metodo e idee nuove, talora con il rischio di una certa resistenza all'accettazione, da parte della comunità, di ciò che è radicalmente innovativo - ha commentato il prof. Boriani, aggiungendo che - in un mondo sempre più globale sono necessari nuovi approcci, basati sulla gestione e analisi di quantità enormi di dati, che la tecnologia riesce oggi a gestire con potenzialità un tempo impensabili. Questo è il campo di azione in cui i nostri ricercatori stanno agendo con grande merito». Sono 112 i Dottori di Ricerca che hanno conseguito il titolo nel 2016 (96 del XXVIII ciclo e 16 prorogati del XXVII ciclo), il 60,7 per cento dei quali ha potuto usufruire di una borsa di studio. Le borse erogate sono state infatti 68, di cui 57 provenienti fa fondi pubblici (MIUR, Dipartimenti, Spinner) e 11 (il 16%) da privati. L'importo lordo della borsa di ogni dottorando è stato di 13 mila 638,00 euro annui, per un totale di quasi 41 mila euro nel triennio.
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