I monumenti ci parleranno al telefono
Una città che diventa sempre più smart. E il centro non è da meno. Recentemente l’amministrazione comunale ha varato alcune linee guida per il potenziamento della banda ultra larga e data center,...
Una città che diventa sempre più smart. E il centro non è da meno. Recentemente l’amministrazione comunale ha varato alcune linee guida per il potenziamento della banda ultra larga e data center, ossia la realizzazione di strategie basso impatto energetico ma con elevate risorse sia per le aziende e per la sicurezza dei sistemi informatici.
Ludovica Ferrari, assessore smart city, ha elencato tutto quello che finora è stato fatto in centro storico riguardo il digitale e nuove tecnologie: «Il centro storico è il fulcro della nostra città e proprio qui abbiamo sviluppato importanti progetti rivolti ai cittadini, come “Che ne pensi?”, la campagna per l’ex diurno di Piazza Mazzini dove i cittadini erano coinvolti in prima persona sul sito del comune, un progetto informativo e digitale molto importante». Oltre all’estensione della fibra ottica, l’amministrazione sta lavorando anche per proporre sempre nuove idee e progetti che guardino al futuro, dove le città saranno sempre più smart. Fra questi in centro potrebbero spuntare a breve i beacon, una tecnologia d’avanguardia basata sul sistema bluetooth che consente ai sistemi bluetooth di ricevere e inviare messaggi entro brevi distanze. «Sono dei piccoli sensori, esistono sia per interni che per esterni ed emettono un segnale simile al bluetooth. La comodità di questi beacon è che possono essere sistemati in giro per il centro storico e possono essere messi accanto ai monumenti modenesi». Per farli funzionare e quindi reperire informazione storiche e turistiche sul monumento basta scaricare l’apposita app ed essere in prossimità del beacon, in pochi secondi arriverà un link sul telefono con informazioni, giochi interattivi e tanto altro. Si potrà così imparare la storia della città in poche semplici mosse. «Stiamo lavorando anche per gli interni, per poterli utilizzare anche nei musei».
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