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UNA RIDUZIONE DA 650 A 339

Bper Banca ha dimezzato le proprie unità organizzative

Bper Banca ha dimezzato le proprie unità organizzative

Bper Banca procede nell’attuazione del suo Piano Industriale 2015-2017 e annuncia la semplificazione della propria struttura che si concretizza nella riduzione delle unità organizzative da 650 a 339:...

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Bper Banca procede nell’attuazione del suo Piano Industriale 2015-2017 e annuncia la semplificazione della propria struttura che si concretizza nella riduzione delle unità organizzative da 650 a 339: di fatto vengono dimezzate. Un complesso lavoro di efficientamento che è appunto alla base del Piano Industriale del Gruppo.

I Consigli di amministrazione di Bper Banca e di Bper Services hanno infatti approvato nei giorni scorsi un importante progetto di semplificazione delle strutture.

«La ridefinizione degli organigrammi di entrambe le società - dice una nota dell’istituto - che entrerà in vigore da gennaio 2017 una volta completata la procedura sindacale prevista dal contratto, comporta una consistente riduzione delle unità organizzative, che calano da 650 a 339. Le nuove regole operative sono state stabilite utilizzando sia criteri di dimensionamento minimo sia di numero di riporti, per mantenere nel tempo una struttura snella e orientata all'efficienza».

«Questo progetto - dichiara Fabrizio Togni, d.g. di Bper Banca - è un elemento fondamentale del Piano Industriale e ha l'obiettivo di rendere la nostra struttura più fluida. La ridefinizione di organigrammi e processi chiave è il risultato di un'importante attività di analisi e condivisione a cui ha contribuito tutto il management di primo livello delle due società, in un'ottica di rinnovamento ed evoluzione organizzativa». La riorganizzazione appena approvata completa il processo di semplificazione già avviato con il progetto Footprint, che ha riguardato la rete distributiva delle banche del Gruppo e che si sta concludendo in questi mesi, con l'obiettivo di garantire una più efficiente collocazione delle risorse in base alle esigenze della clientela e alle potenzialità dei mercati. Il processo di razionalizzazione previsto dal Piano Industriale ha inoltre registrato, tra le numerose attività, la chiusura di 101 sportelli dall'inizio del 2015, di cui 40 nel secondo trimestre 2016.

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