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Davide Burani: "L’arpa? Un amore nato “per colpa” del grande Luciano Pavarotti"

di Laura Solieri
Davide Burani: "L’arpa? Un amore nato “per colpa” del grande Luciano Pavarotti"

Una folgorazione mentre in piazza Grande a Modena assistevo al memorabile concerto dell’85 del tenore modenese

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MODENa. L’arpa è il suo grande amore anche se il primo strumento che ha approcciato, ancora bambino, grazie al padre, è stata una fisarmonica. Davide Burani, arpista modenese, si racconta, ricordando come dopo la fisarmonica sia arrivato il piano e, solo per terza, l’arpa. Ma in questo caso si trattò di una vera e propria folgorazione avvenuta nel corso del memorabile concerto che Luciano Pavarotti regalò alla sua città nel 1985. In piazza Grande, tra migliaia di persone, c’era anche Davide che rimase affascinato proprio da un’arpa e che da lì decise quale sarebbe stata la sua strada.

Una strada che lo ha portato, negli anni, in giro per l’Italia e per il mondo regalandogli una fama che ha da tempo varcato i confini nazionali ma che non ha offuscato l’amore per la sua terra. «Dopo le lezioni di piano quando ero ancora giovanissimo - ricorda - andavo sempre, a piedi, da viale Vittorio Veneto, dove stava la mia maestra, fino al Duomo, per poi tornare a casa. Mi piaceva girare per la mia città e questo piacere non mi ha mai abbandonato anche se da parecchi anni mi sono trasferito a Castelnuovo. Ma qui, in questa terra, c’è il mio punto di riferimento, quello a cui mi piace tornare sempre dopo ogni concerto».

All'inizio del 2016 è uscito il suo ultimo cd, “Madame La Harpe”, per l'etichetta MAP Classics, un disco che celebra la “Signora” arpa in tutta la sua grandezza e in cui ha inserito musica francese originale, per arpa, del primo Novecento ottenendo unanimi consensi dalla critica internazionale. L'arpista Davide Burani, di Castelnuovo Rangone, ha trascorso l'estate a fare concerti in giro per l'Italia. Alla fine di agosto è stato in Sicilia, poi in Sardegna senza smettere di seguire i suoi allievi, «altrimenti le dita diventano pigre, e l'arpa ha bisogno di essere suonata quotidianamente!» sorride Burani, che oltre a fare concerti insegna Arpa presso l'istituto Peri di Reggio Emilia nutrendo la stessa passione per il concertismo e per l'insegnamento. «È sempre emozionante - afferma - ascoltare il suono che esce dalle dita degli allievi, così come mi emoziona contribuire a far stare bene le persone che assistono ai miei concerti: un'ora dura una lezione, un'ora (o poco più) un concerto. Stesso tempo, stesse emozioni».

Lei è la testimonianza vivente che di musica, oggi, si può vivere: come le chiederanno in tanti...

«Sì, me lo chiedono in tanti, è vero. Confermo, io vivo di musica, ho fatto della mia passione la mia professione, cercando di curare al massimo innanzitutto la mia preparazione, poi la mia attività. Cerco di non tralasciare nessun particolare quando studio, quando insegno e anche quando organizzo concerti. Insomma, ho sempre creduto nella musica, e oggi posso dire di essere soddisfatto. Ho 43 anni e ho suonato in quasi tutte le città italiane, in molte città europee, in Cina e in Giappone. Le ultime tournées in Giappone e in Spagna con il Maestro Leo Nucci (che ho avuto l'onore di accompagnare a Tokyo, Osaka, Siviglia e Valencia) sono state incredibili: non ero mai stato in Giappone e ho un ricordo stupendo dell'accoglienza che ci è stata riservata e per la possibilità che ho avuto di esibirmi anche come solista. Ho collaborato con artisti di fama internazionale, direttori d'orchestra, cantanti, solisti: ho avuto la fortuna di suonare per prestigiose orchestre, anche in qualità di solista. Ma l'Emilia, Modena e il mio paese, Castelnuovo, rimarranno sempre il mio punto fisso, il punto di ritorno nelle mie notti dopo i concerti. Sono troppo legato alla mia città per pensare di lasciarla».

Ha vissuto molti anni a Modena, dove ha studiato e sviluppato la sua passione per la musica…

«Sono legato profondamente a Modena, dove vivono ancora i miei genitori e dove ho vissuto per i primi vent’anni della mia vita, per poi trasferirmi a Castelnuovo Rangone, dove tuttora abito; la vicinanza con Modena mi consente di raggiungerla in fretta anche soltanto per vedermi nelle prime ore del mattino Piazza Grande, il nostro Duomo, Piazza Roma, insomma luoghi che sono stati importantissimi per la mia vita e dove i miei genitori mi hanno accompagnato durante la mia infanzia. La mia prima insegnante di pianoforte, la professoressa Renata Colombini, abitava in via Vittorio Veneto. E alla fine della lezione non mancava mai una passeggiata in centro fino al Duomo, per poi fare ritorno da Canalchiaro. Ricordi ancora vivissimi! Mi sono avvicinato alla musica grazie a mio padre, perché avevamo in casa una fisarmonica. Ho iniziato ad andare a scuola di fisarmonica dal Maestro Giorgio Della Casa, grandissimo fisarmonicista (mancato purtroppo lo scorso anno), che ringrazierò sempre per avermi fatto conoscere da vicino la musica: le prime nozioni le ho avute proprio da lui. Dopo qualche tempo ho deciso di passare al pianoforte e mi sono iscritto all'Orazio Vecchi e da lì è partita la mia avventura».

Dal pianoforte all'arpa: il 24 settembre 1996 si è diplomato in pianoforte e il 1 ottobre 1996 era già iscritto alla classe di arpa al Conservatorio Boito di Parma.

«A metà degli anni Ottanta, nel 1985, assistetti al memorabile concerto che Luciano Pavarotti organizzò per la sua città e che si svolse in Piazza Grande. Sul palco, nell'orchestra, c'era anche un'arpa: fu una specie di folgorazione. Il repertorio lirico della mia città si è rivelato un patrimonio fondamentale per la mia crescita umana e di musicista e devo tanto a quella serata. Oggi, la risposta del pubblico ai concerti, l'entusiasmo per avere portato sul palco uno strumento che piace sempre, che crea emozione, che è bello da vedere e (spero) anche da ascoltare, è ciò che mi gratifica maggiormente nel mio lavoro. Questo è anche lo stimolo per continuare ad andare avanti, fare sempre meglio e, se possibile, sempre di più...»

LA SCHEDA.

Davide Burani ha collaborato in qualità di prima arpa con l'Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, con l'Orchestra della Radio Svizzera Italiana di Lugano, con I Virtuosi Italiani, con l'Orchestra Filarmonica Arturo Toscanini di Parma, con l'Orchestra Regionale dell'Emilia Romagna, con l'Orchestra Bruno Maderna di Forlì, etc. Ha partecipato come ospite a numerose trasmissioni radiofoniche e televisive ed è stato invitato a presentare i suoi lavori discografici presso gli studi di Radio Uno della Radio Svizzera Italiana di Lugano e presso gli studi di Radio Tre nel corso delle trasmissioni Radio Tre Suite e Piazza Verdi. Davide Burani ha inciso i cd Arpamagica, Arpadamore (con Sandra Gigli), In…canto d'Arpa (con Paola Sanguinetti), Duo d'Harpes en XVIII siècle (con Emanuela Degli Esposti) e Flauto e Arpa in concerto (con Giovanni Mareggini) per la casa discografica La Bottega Discantica di Milano, Prière - Meditazioni Musicali per arpa, edito da Paoline Editoriale Audiovisivi di Roma, Mozart e i suoi contemporanei (con Giovanni Mareggini) e Sospiri nel tardo romanticismo (accompagnato dall'Orchestra da Camera di Ravenna, direttore Paolo Manetti) per la casa discografica Velut Luna. Nel 2015 esce Madame La Harpe, per la casa discografica Map Classics, un'incisione dedicata all'arpa nella musica francese tra Ottocento e Novecento. Dal 2014 collabora con il Maestro Leo Nucci accompagnandolo nelle sue tournées internazionali assieme al gruppo cameristico Italian Opera Chamber Ensemble. Dal 2009 è docente all'Istituto Peri di Reggio Emilia.

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