«Ecco perché questa banca regge anche se è piccola»
«Se ci sono un progetto industriale e i tre requisiti basilari si può superare il limite delle dimensioni». Semestrale positiva nonostante gli accantonamenti
Leonello Guidetti, dopo tanti anni spesi nel Gruppo Banco Popolare, da marzo 2015 è alla guida di Sanfelice 1893 Banca Popolare e sta gestendo la risalita della banca dopo i momenti difficili dovuti alla crisi generale e alla fase complicata vissuta dal sistema bancario. Ora la Popolare sanfeliciana ha approvato il proprio resoconto semestrale 2016, che offre l’occasione per fare il punto con il direttore generale sulla situazione della banca. Una realtà di piccole dimensioni che riesce a reggere sul mercato con 150 dipendenti e 23 filiali non solo nel territorio di origine, la Bassa modenese, ma anche nelle province di Reggio Emilia, Bologna e Mantova. Sulla semestrale 2016 Guidetti evidenzia il dato dell’utile netto che, per quanto modesto con i suoi 126mila euro, è importante perché positivo.
«La realtà difficile del sistema bancario - dice Guidetti - e i dati di tanti altri istituti devono indurci a considerare questo dato nel modo giusto, anche perché la vera motivazione va spiegata. Devo evidenziare la crescita della capacità di creare reddito da gestione caratteristica: il margine di interesse, ovvero la differenza tra interessi attivi e interessi passivi è cresciuto del 28,35% e le commissioni nette che derivano dai servizi offerti segnano un incremento del 31,86% sul 2015. Queste due componenti permettono alla banca di chiudere la semestrale con un aumento del margine d’intermediazione dell’8,61%. I dati dimostrano che la banca nel corso del biennio 2015-2016 ha intrapreso il percorso del recupero della redditività da attività caratteristica, uno dei principali obiettivi del Piano industriale che stiamo concretizzando. Si è deciso di canalizzare questa maggiore redditività verso accantonamenti sui crediti di dubbia esigibilità, raggiungendo un buon livello di copertura. Ecco spiegato l’utile che, per quanto positivo, resta di entità non elevata».
Quali sono le leve utilizzate per raggiungere questo obbiettivo?
«Mantenere dinamica l’attività della rete commerciale, il contenimento e l’ottimizzazione dei costi e un controllo continuo sulla gestione dei tassi e del rischio di credito. Il flusso netto di conti correnti nel semestre ha registrato una crescita del 4,3%, l’aumento delle commissioni su carte di credito e pos è pari al 9% e l’incremento dei prestiti personali a clientela retail è di circa il 30%. L’area amministrativa della banca ha svolto un importante compito di ottimizzazione dei costi operativi che ha permesso di ridurre questa voce del 14%. Nel 2016 abbiamo recuperato importanti punti base di spread tra tassi di raccolta e tassi di impiego registrando un incremento della raccolta diretta del 4,5% e degli impieghi del 6%».
Le prossime iniziative per consolidare questi risultati?
«Per incrementare il margine da servizi la banca partecipa a una joint venture in una nuova società denominata Sanfelice Assicura che svolgerà l’attività di agente di assicurazioni, con lo scopo di offrire un migliore servizio di consulenza ai propri clienti nell’ambito assicurativo. Dal punto di vista della governance il Cda ha cooptato un nuovo consigliere dopo le dimissioni di Silvano Sorbino, che ha lasciato il proprio ruolo dopo 25 anni e ora continuerà a ricoprire l’incarico di consigliere nella Cispadana srl, la società immobiliare controllata dalla banca. Il nuovo consigliere è Emer Borsari, noto imprenditore di Nonantola che con la società Borsari Group rappresenta uno dei migliori esempi d’impresa del territorio che si occupa di commercializzazione, stoccaggio e logistica di materie prime per l’agricoltura e la zootecnia».
Domanda ovvia, inevitabile, da porre al d.g. di una piccola banca. Il sistema bancario si sta orientando verso le grandi dimensioni per reggere la concorrenza anche in ambito europeo. Le più grandi Popolari in Italia sono state costrette a trasformarsi in spa con le aggregazioni conseguenti che stanno per realizzarsi.
Quale futuro e quale mercato si possono individuare per le piccole come Sanfelice 1893?
«Da una parte - è la replica di Guidetti - non possiamo esimerci da sottolineare quanto sta accadendo ai top player del sistema bancario nazionale: ripetuti aumenti di capitale, progetti di prossime fusioni o valutazioni di acquisizioni che riorganizzeranno l'intero comparto. Alla base di questa situazione ci sono ricavi anemici per la struttura dei tassi che limita la redditività degli impieghi. Tutto questo però ci porta in ogni caso a fare riflessioni su quello che può essere il futuro delle banche di piccole dimensioni. Grandi o piccoli, io dico che non si può comunque prescindere da un buon progetto industriale che si basi sui tre elementi fondamentali: liquidità, redditività e capitale. Se questi requisiti vengono rispettati c'è spazio anche per banche di piccole dimensioni. Per quanto tempo? Ora è difficile dirlo e ripeto che faremo riflessioni anche su questo. Se si cambia è basilare che ci sia sempre un progetto industriale fatto bene».
Stefano Turcato
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