Gazzetta di Modena

Modena

Parmigiano, sapori e vecchie tradizioni della montagna

di Daniele Montanari

A Lama Mocogno e Serramazzoni dimostrazioni pratiche degustazioni, lavorazioni del passato e stand gastronomici

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Ha fatto centro il weekend di tradizioni e sapori in Appennino che ha visto andare in scena due grandi feste: a Lama Mocogno la 13esima edizione di “Parmigiano Reggiano da gustare”, a Serra la seconda “Festa dei frutti dimenticati d'Appennino”, in abbinamento con quella del volontariato e la novità dell'inserimento nel ciclo “Borghi d'autore”. Su entrambi i fronti, occhi puntati su prodotti tipici che hanno fatto la storia e possono tracciare un futuro bio-slow. A Lama danze iniziate già sabato alle 9, con la solenne inaugurazione che ha richiamato sindaci da tutta la montagna e anche la consigliera regionale Luciana Serri. Ricchissimo il programma, chiuso solo domenica sera col suggestivo spettacolo del Gruppo Sbandieratori e Musici Contrada della Corte di Quattro Castella (Reggio). In mezzo di tutto: mostre, gara di taglio del formaggio, dimostrazione di cottura di una forma e di preparazione della ricotta, gara di pane fatto in casa, distillazione della lavanda, sfilata d'auto d'epoca, quadretti di antichi mestieri, convegni e tante bancarelle con prodotti tipici, artigianato e hobbismo. «Siamo stati veramente contenti – sottolinea il sindaco Fabio Canovi – abbiamo potuto svolgere tutti gli eventi in programma ed è venuta davvero tanta gente. I commenti sono stati molto positivi, spingendoci già a mettere in campo qualche idea per la prossima edizione». A Serra la “Festa dei frutti dimenticati” (sponsorizzata da Slow Food) è diventata grande con la creazione di quattro grandi aree a tema. Dai “Grani antichi”, con macinatura d’un tempo in piazza Tasso, ai “Frutti dimenticati” in piazza della Repubblica (con benvenuto dalla zucca più grande dell'Appennino, oltre il quintale) che ha ospitato anche gli stand Aed Abtm (con cottura del mosto) e Agromela Vignola (con torchiatura delle mele). Poi “Erbe selvatiche” alla Scuola Alberghiera (con conferenza del blogger del Fatto Davide Ciccarese) e “Storia e leggende” a Monfestino (con teatro, visita al castello e merenda per una cinquantina di bimbi, anche da Modena). Lato old style assicurato dalla trebbiatrice Barga azionata dal trattore Balilla degli anni '30 con ruote in ferro di Rolando Bagatti (Acquaria), nonché dalla mietilega del 1968 di Eugenio Orlandi e dai mulini a mano di Remo Salvatori (a 90 anni ha realizzato un modello ligneo in tre mesi) e Graziano Poggioli. Ma non è mancata anche la riflessione sui segreti dell'agricoltura di una volta, raccontati con passione da Alessia Paganini e Filippo Monti, studenti di Agraria a Bologna (presente anche la scuola superiore “Antonio Zanelli” di Reggio, con catalogazione delle mele) e dalle esperte Sara Prati e Claudia Rinaldi. «Un'ottima festa – ha chiosato l'assessore al turismo Maria Chiara Venturelli – che ha visto molta soddisfazione anche tra gli operatori per i riscontri. Rilanciamo di sicuro anche per il prossimo anno».

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