Carpi, lascia moglie e tre bimbe: via alla raccolta di fondi
Il padre, 40enne, si è tolto la vita la settimana scorsa. Ideatori dell’iniziativa i genitori dei piccoli che frequentano le elementari Pertini «Un pranzo aperto a tutti per sostenere la famiglia in difficoltà economiche»
CARPI. La sensazione è quella di uno schiaffo: subito nemmeno si percepisce il dolore, poi sì. E brucia. Tanto. Così è per quanti conoscevano il quarantenne che, venerdì pomeriggio scorso, ha posto fine alla propria vita gettandosi dal balcone della propria abitazione, nella zona sud di Carpi. Ora, il feroce sconcerto lascia il passo alle domande. “Perché?", "cosa avrei potuto fare di più?”, “come ho fatto a non accorgermi di nulla?”: sono questi gli assilli che gravano sulle menti di amici, conoscenti e fintanto di chi di lui non conosceva nemmeno l’esistenza. Ma ora sì: un po’ tutti conoscono la sorte che si è autoinflitta e, quando qualcuno compie un gesto simile, capita a volte ci si stringa in un grande abbraccio. L'uomo ha lasciato una moglie e tre bambine che ancora non sanno quanto il desiderio di aiutarle sia forte.
È così che un gruppo di genitori di allievi della scuola primaria "S. Pertini", frequentata da una delle bimbe, ha deciso di fare qualcosa di concreto. Una raccolta fondi è sembrata la modalità più adeguata per aiutare la famiglia. La vittima, infatti, soffriva pesanti problemi economici: a lui spettava il mantenimento della compagna e delle figlie. Una preoccupazione circostanziata, la paura generica del futuro, proprio o altrui: non è possibile sapere cosa lo abbia mosso in quell’attimo, ma non importa nemmeno poi tanto. Ciò che resta è la volontà di aiutare chi è rimasto.
Un gruppo di genitori sta, dunque, organizzando una raccolta in denaro per tentare di dare, nell’immediato, un poco di respiro a chi è rimasto senza fiato. L’idea è quella di un ritrovo, una cena o un pranzo in data e luogo ancora da stabilire, il cui ricavato sarà devoluto alla vedova in modo da poter far fronte a questi primi drammatici momenti, acuiti dall’indigenza.
«Oggi rimangono dolore e rimorsi – afferma un conoscente della vittima – anche se nessuno immaginava che la situazione potesse portare a un esito del genere. È complicato capire quanto avvicinarsi a una persona che abbia difficoltà finanziarie: non si sa quanto osare, cosa proporre. Si ha il timore di invadere l’intimità altrui e che la persona provi vergogna, anche se non ce ne sarebbe alcun motivo: siamo tutti oggi, chi più chi meno, in difficoltà». Un altro forte sprone all’iniziativa è dato da un pensiero che va oltre. «Si deve poter abbattere questo muro che a volte è di indifferenza a volte, paradossalmente, di eccessiva delicatezza – spiega una mamma – vogliamo organizzare una cosa bella, dare modo a questa mamma di trovare un impiego e, con esso, un aiuto che la sostenga nell’accudimento delle bambine quando si assenterà. Chiediamo a quanti vorranno partecipare di unirsi a noi».
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